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Bastano 4mila euro per avere lo 007 del fisco in casa

Da qualche giorno attivo sul sito dell'Agenzia delle Entrate il software del nuovo redditometro presentato lo scorso 25 ottobre

Bastano 4mila euro per avere lo 007 del fisco in casa

La sperimentazione è partita. Ma dei chiarimenti neanche l’ombra. Da qualche giorno è operativo sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software (ReddiTest) del nuovo redditometro presentato lo scorso 25 ottobre. Il servizio, per ora riservato alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e alle organizzazioni sindacali, servirà a verificare sul campo l’adeguatezza del nuovo strumento attraverso l’invio di dati (che dovrebbero rimanere anonimi) che saranno poi utilizzati dal Sose (Società degli studi di settore) per l’elaborazione dei redditi presunti.

Il rodaggio del redditometro durerà fino a febbraio, poi si partirà davvero. Il problema è che il fisco non ha ancora comunicato alcun dettaglio sulle cosiddette soglie di scostamento che corrispondono ad altrettanti livelli di rischio. È qui che si giocherà veramente la partita del nuovo redditometro. Se le asticelle (attualmente ne sono previste tre) saranno fissate troppo in basso, ci troveremo improvvisamente di fronte ad una riedizione degli studi di settore, con cui negli ultimi anni sono stati letteralmente massacrati i lavoratori autonomi, allargati a tutti i contribuenti.

Lo sforamento delle soglie permetterà infatti al fisco di far scattare gli accertamenti sintetici che, dal primo luglio scorso sono immediatamente esecutivi. In altre parole si trasformeranno automaticamente in cartelle esattoriali. L’unica certezza è che lo scostamento tra reddito presunto (calcolato sulla base, lo ricordiamo, di un centinaio di voci che comprendono anche la palestra e il nido per i figli) sufficiente a far partire l’accertamento non potrà scendere, per legge, al di sotto del 20%. Al di sopra, però, tutto sarà possibile. E non c’è da stare tranquilli. Se consideriamo che il reddito medio degli italiani non supera i 22mila euro l’anno si capisce facilmente che la mancata congruità con il redditometro si gioca su poche migliaia di euro. In altre parole, basta uno scooter comprato coi soldi di papà per trovarsi gli esattori davanti alla porta.

di Sandro Iacometti


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Commenti all'articolo

  • lobadini

    01 Dicembre 2011 - 14:02

    un consiglio a noi tutti contribuenti: Se qualche esattore (Strozzino!!!) del fisco si presenta per chiedere conto della palestra dei figli o coglionate del genere.............buttateli dalla finestra senza proferire parola e richiudete come se niente fosse la porta!

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  • GIANLUCA.TORINO

    01 Dicembre 2011 - 14:02

    Chiedetevi se non ci fossero gli studi di settore o sistemi simili quanto l'italiano medio evaderebbe. Oggi abbiamo commercianti che dichiarano come minimo dello studio di settore 12.000 euro lordi all'anno un pò pochino per dichiarare di lavorare in proprio. Con queste cifre conviene fare il dipendente ma purtroppo il reddito reale non è mai quello, quindi cosa si fa? Facciamo finta di niente? Ci sono famiglie che non esisto al fisco e che vivono e pagano bollette in appartamenti affittati o di proprietà. Questo non è giusto per tutti coloro che faticano per pagare le tasse. Se tutti s'impegnassero a richiedere lo scontrino o la ricevuta fiscale oggi non ci troveremmo con questa situazione e magari avremmo una tassazione più equa.

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  • Baronedel Carretto

    01 Dicembre 2011 - 12:12

    E gli esattori di Befera nascosti nel bagno di casa annuseranno l'aria per vedere se uno ha sforato il limite imposto dal redditometro (se uno scoreggia molto vuol dire che mangia molto per cui più tasse)!

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  • bingo bongo

    30 Novembre 2011 - 19:07

    Consiglierei a quelli del fisco di andare in Lussemburgo dove,dicono, vi sia un tesoretto da 2MILIARDI DI EURO provenienti dal sudore e dalla fatica di una famiglia,segnatamente di gianni AGNELLI, che lira dopo lira è stato accantonato per i poveri d'Italia. Di cui la famiglia Agnelli ne è sicuramente degna rappresentante.

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