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“Se sei un uomo esci fuori!”

Siamo uomini o caporali?

“Se sei un uomo esci fuori!”

Sotto stress o durante una discussione accesa, può scappare un insulto offensivo. Da oggi per la Cassazione non è necessario pensarlo tra sé, lo si può esternare con toni alti. Anche contro il proprio capo. Lo afferma la Corte (sentenza 6569) che ha convalidato la decisione della Corte d'appello di Napoli: 'no' al licenziamento di un ausiliario di una clinica privata, che si era rivolto al suo capo dicendogli "chi c…. ti credi di essere?". È infatti l’"effetto di una reazione emotiva e istintiva del lavoratore ai rimproveri ricevuti" dal capo. Voto in condotta? Ma non siamo tra i banchi di scuola, ma nel mondo degli adulti. Qui gli insulti sono lecite reazioni a rimproveri del capo e gli istinti non devono essere regolati. D’altra parte “Se sei un uomo esci fuori! Se no non ti faccio campare più tranquillo!” non suona come una minaccia, è solo un’espressione “irriguardosa”. Tranquilli studenti: non è poi così difficile ambientarsi nel mondo del lavoro. La Cassazione è così comprensiva con i dipendenti vittime di datori di lavoro troppo esigenti. Imparate, bisogna valutare il contesto in cui vengono pronunciate certe parole: se si ricevono rimproveri e si accende una discussione, è lecito controbattere a tono. Siamo uomini o caporali?

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Commenti all'articolo

  • francor

    09 Giugno 2009 - 18:06

    Mah il discorso per me é semplice: Se io ho la fortuna di collaborare con un capo che rispetto e con cui io condivido ideali e modus operandi sono leale al cento per cento e so' tenere il becco chiuso; se sono costretto a lavorare con un capo, prima di tutto completamente incompetente, che la pensa totalmente al contrario di me; che fa di tutto per liberarsi di me con angherie e provocazioni, perché magari ha promesso il mio posto di lavoro alla sua amante o semplicemente perché lui é di sinistra e io di destra. Beh allora c'è il rischio che io diventi un po' "arrogante e cafone" Mi é successo qui in Svezia: trent'anni di guardia giurata speciale, con mansione di capo, ampia esperienza, ben documentata in tutte le specialità' nell'ambito della vigilanza e dell'ordine pubblico; clienti , colleghi e capi, nell'ambito dell'azienda in cui lavoravo, più che soddisfatti della mia presenza e del mio lavoro. E poi l'inferno. Avevo la responsabilità della sicurezza di un ospedale; sette anni di perfetta armonia tra l'istituto che io rappresentavo e il cliente (un'ospedale). Improvvisamente il mio vecchio capo viene sostituito con un' emerita testa di c...o di comunista sfegatato con al fianco una lesbica comunista e femminista che cominciano a provocarmi e commentare negativamente il mio modo di lavorare che secondo loro deve essere molto più "gentile" ecc ecc. Da osservare che mai un cliente ha messo in dubbio la mia professionalità, al contrario. Naturalmente non ho accettato di cambiare il mio modo di essere e ho dovuto lasciare l'Istituto, tra l'altro con grande irritazione del cliente a cui non é stato permesso di intervenire e dire la sua nei miei riguardi. Questo é successo l'anno scorso. Quest'anno l'ospedale non ha rinnovato il contratto col mio ex istituto ed ha scelto invece da settembre un altro Istituto di vigilanza. Son stato contattato dall'ospedale, ma ora son pensionato. Quindi cosa fatta capo ha....

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  • vincenzo.pingitorealice.it

    07 Maggio 2009 - 17:05

    Salve in questo paese sembriamo tutti caporali,"senza il potere" ma divulghiamo di essere dei uomini hhoooooooooooooooooo!!!!! Il vero potere e l'economico chi ce la crea la società,come deve agire, la libertà dei uomini e chiusa dal 11 settembre. Personalmente sono una persona che guardo quelle formiche dei cinesi che anno dopo anno ci invadono e determinano la loro società,eco perche gli popoli non sono tutti uguali,se guardiamo l'africa.

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