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L'esercito di chi in Italia non paga mai...

In Italia sfuggono al fisco circa 120 miliardi di euro l'anno: ma l'aumento dell'Irpef colpisce solo chi lavora e i pensionati, non certo i furbetti

L'esercito di chi in Italia non paga mai...

Circa 120 miliardi di euro l'anno, 8 punti di Pil, da 2 a 3 volte l'entità riscontrabile negli altri Paesi avanzati: sono questi gli ultimi dati sull'evasione fiscale in Italia che, non serve sottolinearlo, tra i gravosi problemi del nostro  Paese è quello principale. Detto in altre parole, l'evasione in Italia è un vero e proprio problema di massa che coinvolge milioni di persone (e imprese) per cifre unitarie che possono anche non essere elevatissime, ma le cui somme sono impressionanti. Sono queste caratteristiche che rendono particolarmente difficile il contrasto all'evasione nel nostro Paese poiché l'attività di monitoraggio pone un problema di consenso rilevante. In altre parole la riduzione dell'evasione in Italia è più un problema politico che un problema tecnico. E in questo contesto, secondo le ultime indiscrezioni, il governo Monti avrebbe deciso di aumentare di 2 o 3 punti le aliquote Irpef per gli scaglioni oggi al 41 e al 43 per cento. Risultato? Verranno tassati ancora di più gli onesti, poiché il reddito Irpef è per l'82 a loro appannaggio.

Chi evade di più - Quali sono le categorie economiche ed i soggetti che più di tutti evadono il fisco? Gli evasori fiscali più "accaniti" sono gli industriali, con a ruota i bancari e gli assicurativi; a seguire ci sono i commercianti, gli artigiani ed i professionisti, mentre i fanalini di coda sono i lavoratori dipendenti che, avendo i redditi tassati alla fonte, al più possono evadere le tasse con un secondo lavoro in nero. Considerando invece i dati dell’indagine dal punto di vista territoriale, il tasso di evasione più elevato nel nostro Paese si registra al Sud con un’incidenza pari a quasi il 30%; a seguire c’è il Nord Ovest, poi il Centro ed infine il Nord Est dove l’incidenza è al 20,80 per cento. L'Italia e L'Europa - Non a caso, secondo quanto emerge da un'indagine effettuata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, il nostro Paese è primo nella speciale classifica europea del maggior reddito in termini percentuali non dichiarato; il tasso di imponibile non dichiarato, secondo quanto emerso dai dati a cura delle Polizie tributarie dell’Ue, è in Italia pari al 51%, ben più alto della Romania che, con il 42,7%, è al secondo posto; al terzo, al quarto ed al quinto posto ci sono la Bulgaria, l’Estonia e la Slovacchia.

Lotta all'evasore - Ma alzare le aliquote Irpef in un Paese in cui il carico fiscale è prevalentemente sulle spalle di chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo (dipendenti e pensionati) non fa che mantenere l'ingiustizia. E si graziano i finti poveri, quelli che evadono il fisco. Su 40 milioni di contribuenti, solo 1,5 milioni dichiarano di guadagnare più di 55mila euro. E di questi più di 1,3 milioni vivono di pensioni e stipendi. Aumentare le aliquote oiù alte vuol dire colpire chi lavora e paga le tasse. Non chi evade.

 

 

 

 

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  • leviatan

    08 Dicembre 2011 - 22:10

    Avrei una domanda in proposito: perché in Italia non si può avere una dichiarazione del fisco composta da 2 fogli,1 con dichiarate e dimostrate le entrate, e l'altro sempre documentate tutte le uscite e di conseguenza pagare le tasse su ciò che effettivamente resta? C'è chi può darmi una risposta sensata in merito? Grazie di cuore

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  • snoopy49m

    08 Dicembre 2011 - 19:07

    va bene il solito discorso sull'evasione, quindi su chi non paga, ma vorrei sapere quanto viene pagato in tasse e tributi vari in totale in italia, in rapporto al pil e infine un confronto serio con gli altri stati europei; ho il dubbio che se le aziende tedesche, francesi ed altre presentassero la loro dichiarazione dei redditi in italie verrebbero classificate come ditte che evado le tasse;

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  • margrava

    07 Dicembre 2011 - 19:07

    Mi sembra che nelle misure adottate dal Governo Monti non siano presenti serie misure contro l'evasione fiscale, che è la chiave di volta per far ripartire il Paese. Occorrerebbe anche varare serie misure per la riduzione delle spese della politica (principalmente per dare un minimo di buon esempio in questo momento tragico). m.Rava

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  • colombinitullo

    07 Dicembre 2011 - 15:03

    Monti e Napolitano uno più squa.......... dell'altro io, se potessi, confischerei tutti i beni a tutti i politici e a tutti i dipendenti di questo marcio stato. Il debito sarebba annullato e,chi lavora, sarebbe benestante. Mi hanno detto che L'"amato" presidente è il figlio del re, è possibile? perchè non ci toglie da queste ambasce facendo il DNA? Questa domanda in funzione dei suoi atteggiamenti. Ah, questi @?XX# (fate voi) comunisti non finisci mai di conoscerli.

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