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Passera ammette: l'Italia messa peggio del previsto

Il ministro dello Sviluppo Economico: il Paese è in crisi nera, ma ha la capacità di uscrine. L'emergenza è il credito alle imrpese

Passera ammette: l'Italia messa peggio del previsto

«La situazione è anche peggio di quello che ci aspettavamo. L’Italia è in recessione» ma ha «la capacità di uscirne» perché senza crescita «anche gli altri obiettivi del governo sono irraggiungibili». La premessa del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera -  intervenuto ad un seminario del  Centro Studi di Confindustria - sarebbe già sufficiente. Ma l’ex banchiere elenca uno ad uno tutti i problemi del Paese, a cominciare proprio dal lavoro: «Se sommiamo il disagio degli inoccupati, quelli che neanche più cercano un lavoro, dei lavoratori in Cig e del grande mondo dei sottoccupati ci rendiamo conto che una quota molto grande della nostra società oggi ha gravi problemi legati al lavoro». Insomma, «affrontare i temi dell’occupazione è fondamentale».

Ma per rilanciare il lavoro bisognerebbe iniettare liquidità nelle imprese. E qui saltano fuori altri due problemi: le norme europee che “strozzano” le banche e i crediti non pagati dallo Stato alle imprese. «L’emergenza di oggi si chiama credito», scandisce Passera che fino al 15 novembre scorso era al vertice di BancaIntesa. E poi  con «l’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato e la necessità di rafforzare la patrimonializzazione degli istituti bancari, «prendono una botta pazzesca, e le risorse per il credito diminuiscono non per cattiveria ma per una oggettiva indisponibilità». Però un primo segnale in questo senso è stato già dato: «Con 20 miliardi sul Fondo di garanzia». Sul ritardo cronico nei pagamenti alle imprese Passera alza le mani il ministro e ammette candidamente che si tratta di un «tema drammatico». Anche perché «nessuno sa quanto è; ma tra pubblico e privato non andiamo lontano dai 100 miliardi». Poi il ministro di volata è approdato a Montecitorio per un’audizione  parlamentare. Come se non bastasse prima o poi «dovremo adottare la direttiva Ue sui pagamenti in tempi brevi che impegna pubblico e privato». Direttiva che prevede un limite di 30 giorni per saldare e multe salate per i ritardi.

Credito bloccato, ritardi nei pagamenti ma anche liberalizzazioni annunciate e poi abortite. Lo stop and go del decreto “Salva Italia” su taxi, farmaci e altre posizioni di rendita è esploso in Parlamento. Però Passera anche ieri ha assicurato che «lo porteremo in fondo», nonostante «quelli che si sono messi di traverso». E qualche segnale sulle iniziative future arrivano direttamente da Palazzo Chigi: «Ci saranno nuovi provvedimenti per la crescita», ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Monti, indicando in piena conferenza stampa che «il ministro Passera sta alacremente lavorando».
Di buono c’è che - nelle ristrettezze di bilancio - il governo ora può contare su un maggior gettito fiscale. Ieri il Tesoro ha certificato che «nel periodo gennaio-ottobre 2011 le entrate tributarie erariali si sono attestate a 310.645 milioni di euro (+4.508 milioni di euro) in crescita tendenziale dell’1,5%».  Incremento dato, in parte, dal boom dei giochi. La raccolta complessiva stimata per quest’anno sarà di oltre 76,1 miliardi di euro (+ 23,9% rispetto al 2010). Di certo l’Erario incasserà 9,2 miliardi, vale a dire un 5,7% in più rispetto agli 8,7 miliardi del 2010.

Lotterie e gratta e vinci a parte, il gettito in aumento è dato soprattutto dai continui ritocchi del prelievo delle ultime manovre. Secondo l’analisi del Centro studi di viale dell’Astronomia la pressione fiscale in Italia raggiungerà livelli record: «Tra 2 anni quella effettiva, che esclude il sommerso, supererà abbondantemente il 54%». E il lavoro? A fine 2013 «ci saranno 800mila persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008». Insomma il tasso di disoccupazione potrà raggiungere «velocemente» il 9% nel 2013. E se è vero che «il pareggio di bilancio è a portata di mano», in futuro le famiglie “tireranno la cinghia”. Del resto lo dice anche la Bce che rivede al ribasso le stime sul Pil: in Eurolandia crescerà tra l’1,5 e l’1,7% nel 2011, tra il -0,4 e l'1% nel 2012 e tra lo 0,3 e il 2,3% nel 2013. Rispetto alle proiezioni di settembre, l’intervallo per il 2011 risulta infatti «più ristretto, mentre quello per il 2012 è stato modificato al ribasso in misura significativa» (tre mesi fa la forchetta era fra 0,4% e 2,2%).
di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    19 Dicembre 2011 - 11:11

    Se chi governa, nasconde i dati. Se Passera si accorge che la situazione é peggiore di quanto si credesse, c'é un solo motivo: é stata nascosta la realtà con la 'finanza creativa', le carte false . Ricordiamo che l'UE intervenne 3-4 volte a correggere i bilanci del paese e che Fini fece allontanare Tremonti ''perché alterava le carte''. A parole, la crisi alle nostre spalle, noi stiamo meglio di Francia e Germania, il risprmio privato ci mette in situazione intangibile , conti pubblici in ordine, banche forti''ecc.ecc.. Ora che le carte hanno cambiato mano, si rileva una situazionbe peggiore. Quello che abbiamo sempre temuto e che un articolo su un grande quotidiano scrisse a proposito della inevitabile disdetta del voto: vietato raccontare la verità. Ci volevano proprio coloro che sono fuori da agone elettorale.

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  • vgrossi

    17 Dicembre 2011 - 12:12

    ... ma non sarà che i nostri tecnici non si siano posti la domanda semplice, ma non sarà che la situazione sia più complessa di quanto ci immaginiamo e che il governo precedente ha fatto quel che ha potuto con la realtà dei fatti ? non riesco a levarmi l' impressione che sia stato commesso il solito errore del manager yuppy (ora passato di moda, per fortuna) che, senza conoscere minimamente la realtà dell' azienda in cui era planato grazie al solito cacciatore di teste, assicurava che lui, con il suo master a Princeton avrebbe fatto miracoli, scontrandosi poi duramente con mercato e produzione, e passando rapidamente ad altra azienda, dove la cosa si ripeteva. Conosco più di un "manager" che ha passato la propria carriera a furia di movimenti laterali, senza mai effettivamente produrre risultati ( i risultati si vedono in, diciamo, 3 anni: dopo 2 cambio azienda ...). Certo che se pensavano che tutto fosse facile, e che "gli altri" avessero sbagliato tutto ne vedremo delle belle ...

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  • vgrossi

    17 Dicembre 2011 - 12:12

    mi pare assolutamente strano che il ministro si meravigli di cose che sono arcinote (chiunque sia interessato all' economia e bazzichi Istat e Bankitalia Eurostat e OCSE) ha tutto il materiale che gli serve, e chiunque abbia un accesso anche minimale ai dati bancari, e quindi alle situazioni fidi e incagli,conosce benone la situazione di esposizione ed i tempi medi di incasso delle fatture delle aziende. I casi sono due : o stiamo parlando di manager talmente ad alto livello da esser completamente lontani dalla realtà (ma ci sono gli staff per fornire i dati in via sintetica, almeno così si usava) o si fa fumo. Naturalmente ci sono esperti commentatori che la pensano diversamente : semplicemente me lo dimostrino, ma, come sempre, chiedo DATI e FATTI precisi, non le solite tirate ironico-moralistiche.ideologiche che lasciano il tempo che trovano ...

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  • fatti neri

    16 Dicembre 2011 - 20:08

    .... alla polverini lo hanno detto? come i LADRI alle 02:15 ha decretato il vitalizio ai suoi fedeli. dove andremo a finire? da una ex sindacalista poi... ha imparato subito dai colleghi ex governanti. by fatti neri

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