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Piazza Affari debole. Tensione sui titoli di Stato

Dopo il discorso di Draghi Milano azzera i guadagni. Male anche le altre europee. Lo spred prima vola a 518 poi chiude a 495

Piazza Affari debole. Tensione sui titoli di Stato

Le parole di grande cautela pronunciate da Mario Draghi  (che ha messo in guardia sul fatto che ci sia ancora "un'alta incertezza" sulle prospettive economiche della zona euro) hanno rallentato la corsa (già non trascendentale) di Piazza Affari fino ad azzerarne i guadagni. Dopo il discorso del numero uno della Bce, Milano (che già aveva aperto in rosso per poi passare gran parte delle contrattazioni in positivo) ha chiuso debole, con l'indice Ftse Mib che cede lo 0,16% a 14.548,2 punti e il Ftse All-Share che perde lo 0,19% a 15.258,37 punti. Non serve nemmeno l'assicurazione dello stesso numero uno dell'Eurotower ("l'euro è irreversibile", ndr), per convincere le piazze europee. Tra i principali listini, chiusura in territorio negativo per il Ftse 100 di Londra, che cala dello 0,41% a 5.364,99 punti, e per il Dax di Francoforte, che perde lo 0,54% a 5.670,71 punti. Tiene invece sopra la parità Parigi, con il Cac 40 che sale dello 0,15% a 2.974,2 punti. A Madrid, l'Ibex termina in rialzo dello 0,6% a 8.253 punti. Draghi ha anche avvertito che l'inflazione nell'eurozona rimarrà per diversi mesi al di sopra del 2% prima di tornare a scendere.

Titoli di Stato - Alta tensione anche sui titoli di Stato, che vivono una nuova giornata intensa. L'apertura è stata choc, con lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi schizzato fino a 518,6 punti e un rendimento al 7,05% che ha allarmato i mercati. Il dato è poi gradualmente rientrato nel corso della giornata. Al termine delle contrattazioni il differenziale si è attestato a 495 punti base, mentre il rendimento dei titoli decennali è arrivato al 6,84 per cento. Il tasso dei titoli biennali è salito al 5,16 per cento.

La Borsa di Milano - A Piazza Affari chiudono contrastate le banche, con i rialzi di Unicredit (+2,2% a 0,696 euro), Mediobanca (+1,86% a 4,602 euro), Intesa Sanpaolo (+0,33% a 1,22 euro) e Banco Popolare (+1,28% a 1,029 euro) e i ribassi di Bper (-3,82% a 6,05 euro), Popolare di Milano (-2,99% a 0,292 euro), Banca Montepaschi (-2% a 0,254 euro) e Ubi Banca (-1,01% a 3,142 euro). Raffica di vendite su Mediaset (-3,18% a 1,977 euro) dopo le parole di ieri del ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha fatto capire che il cosiddetto 'beauty contest' per l'assegnazione delle frequenze tv sarà superato da una procedura che porti risorse nelle casse dello Stato. Tra i titoli in positivo, A2A (+0,65%), Azimut (+3,85%), Eni (+0,27%), Impregilo (+1,33%), Tenaris (+0,37%) e Terna (+0,87%). Cade invece Saipem (-1,2% a 31,17 euro) nonostante i nuovi contratti nelle perforazioni mare e terra per un valore complessivo di circa 400 milioni di dollari e con lei scendono anche Prysmian (-2,54%), Telecom Italia (-0,99%), Lottomatica (-0,45%) e Tod's (-0,65%).

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