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Spread sale, Piazza Affari scende

Prosegue la corsa del differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi. A Milano la Borsa vira in negativo

Spread sale, Piazza Affari scende

Lo spread sale ancora e la Borsa azzera i guadagni per poi virare in territorio negativo. Il Natale non allenta la tensione sul mercato dei titoli di stato, con il differenziale tra Btp e Bund tedeschi che apre a quota 500, schizza poi a 515 punti, tocca un vertice di 520,ritorna a quota 512 e poi si assesta a 505 punti con rendimento costantemente al di sopra della quota dello spavento pari al 7 per cento. Non un buon segnale in vista di domani, mercoledì 28 dicembre, quando il Tesoro metterà in asta titoli di Stato a 6 mesi e con scadenza 2013 fino a un totale di 11,5 miliardi (dopodomani nuova asta di Btp con scadenza 2014 e 2022 fino a 8,5 miliardi). "L'andamento è colpa della poca crescita", ha sentenziato l'ex premier del centrosinistra Giuliano Amato.

Piazza Affari - Giornata negativa anche per Piazza Affari, partita in leggero rialzo ma che ha poi azzerato i guadagni meno un'ora dopo l'apertura. Quindi una giornata di vendite. A fine giornata il paniere principale Ftse Mib ha lasciato lo 0,99% e il complessivo All Share lo 0,85 per cento. Milano maglia nera in Europa e unica tra le big ad aver chiuso in calo: Francoforte è salita dello 0,18%, Parigi dello 0,03% mentre Londra ha chiuso in perfetta parità. I cali in Piazza Affari sono stati amplificati dall’esiguità dei volumi, decisamente festivi, con il controvalore complessivo che si è attestato ben sotto il miliardo di euro, a 616 mln, dagli 844 mln di venerdì scorso. Negativa così la prima seduta dopo la pausa natalizia: il listino milanese è stato penalizzato, come accade sempre più spesso, dalle vendite sui titoli bancari. Gli istituti sono i più colpiti da ribassi con Mediobanca a -4,84%, il peggiore del Mib. Perdite superiori al 4% anche per Unicredit e Popolare Milano, tra i rialzi spicca Finmeccanica +4,15% ma anche A2A dopo la chiusura dell'accordo con Efd, chiusura +2,71%. Appena sopra la parità le altre piazza europee con Francoforte (che chiude alle 20) a +0,38%, Zurigo a +0,13%, Parigi +0,15 per cento.


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Commenti all'articolo

  • carlo58

    27 Dicembre 2011 - 23:11

    ma the esternator che dice? utto bene utto bene?

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  • qwerty1995

    27 Dicembre 2011 - 21:09

    Cortesemente, potrebbe tornarsene da dove è venuto, e restituirci il nostro paese? Meglio di lei sicuramente lo sappiamo fare, noi Italiani reali. Elezioni subito!

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  • 44carlomaria

    27 Dicembre 2011 - 20:08

    Oggi uscire dall'euro ci costerebbe un'altra tassa Prodiana sostenuta dal Carlo Azeglio livornese . Poi forse, domati i sindacati falce e martello, potremmo pensare alla crescita. Primo: energia necessaria per produrre, basta demagogia! Il Nucleare oggi è l'unica strada possibile. Secondo: lavorare forse non come i Varesotti (Monti di Azzate è l'eccezione che conferma la regola) ma almeno come i Brianzoli che cominciano alle 6 am e smettono alle 6 pm, con 3 intervalli di 15 minuti per i bisogni e 1 di 1 ora per ricaricare le pile. Terzo basta con lo strozzinaggio delle banche e dei finanziari boccaloniani. Si ricevono stipendi e pensioni su conti correnti, interessi 0.00001% se stai zitto, 12% se chiedi un prestito. Il direttore della banca un manager da premiare: costo materie prime 0.00001%, costo del lavoro ci pensa il computer, costo del manager bocconiano: osceno!!! 4 tornare al vecchio gioco della svalutazione sottovoce. Asvedommia

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  • casteddaiu

    27 Dicembre 2011 - 18:06

    Ricordo come fosse oggi gli sproloqui di Bersani&Compagnia cantante di qualche mese fa: "Le dimissioni di Berlusconi garantirebbero di colpo una discesa dello Spread(Btp-Bund, eravamo sui 370-400) di almeno 250 punti" e contemporaneamente la salvezza dell'Italia. Invece oggi col neo premier Mario Monti ci ritroviamo con uno Spread aumentato di ulteriori 150 punti(stamattina ha toccato i 525..) e una fase di recessione per il Paese. Ciò dimostra ai sinistri repubblicones che le colpe attribuite a Berlusconi erano una solenne scemenza inventata ad arte per disarcionarlo. Sarebbe interessante sentire in merito un parere del Colle, sempre pronto a dire la sua anche su argomenti che non gli competono.

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