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Bot, bene asta del Tesoro ma lo spread non molla

Collocati 9 mld di titoli, rendimento crolla al 3,251 dal 6,504%. Ma il vero test sarà domani. Borse virano in negativo, differenziale sopra 500

Bot, bene asta del Tesoro ma lo spread non molla

Esito positivo per l'asta che aveva catalizzato l'attenzione di tutta Italia: il Tesoro ha collocato Bot a 6 mesi con il rendimento medio che è crollato al 3,251% dal 6,504% di fine novembre. Ma il vero test per il Belpaese sarà domani, giovedì 29 dicembre, quando l'asta riguarderà titoli a lunga scadenza. I mercati, dopo un avvio in sordina, acceleravano per poi ripiegare in negativo mentre lo spread tra Btp e Bund torna a salire dopo qualche ora di ottimismo. In apertura di seduta il differenziale era schizzato a 522 punti base con un rendimento al 7,14% per poi calare sotto quota 500, arrivando a 485 punti base (rendimento al 6,7%). Intorno alle 16, però, l'effetto positivo si è azzerato: si è tornati infatti sopra i 500 punti, a quota 502. Successivamente lo spread è scollinato oltre quota 510: sintomo, quest'ultimo, che le tensioni sui mercati restano alte.

Leggi l'analisi di Davide Giacalone:
Con il Pil a -3% il governo di Monti ha le mani legate

L'Asta -  Nel dettaglio, nell'asta di oggi mercoledì 28 giugno il Tesoro ha offerto 9 miliardi di euro di Bot semestrali, con scadenza al 29 giugno 2012, insieme a 1,5-2,5 miliardi della settima tranche del Ctz 30 settembre 2012. Dal prossimo anno, inoltre, il ministero dell'Economia varerà una serie di novità tecniche mirate a fornire maggiore flessibilità nell'organizzazione delle aste in considerazione delle ultime "rilevanti turbolenze". Il buon esito dell'asta testimonia la fiducia degli investitori nella manovra di Mario Monti per il breve termine: entro due anni, infatti, la stangata del governo tecnico dovrebbe migliorare e non poco i conti dell'Italia. Il bilancio finale, però, è bene farlo domani, quando saranno offerti titoli a medio-lungo termine per un ammontare di circa 8,5 miliardi. E' sulle prospettive di buona salute da qui a 10 anni, infatti, che il sistema-Italia si gioca la propria credibilità in patria e all'estero. Le sole tasse non bastano, anzi: servono concrete misure per la crescita altrimenti l'ossigeno è destinato a finire presto.

Su le Borse - In avvio di seduta i mercati non nascondevano i segni di nervosismo, con lo spread schizzato anche a quota 520 punti base. Anche Piazza Affari aveva aperto piatta per poi virare in territorio negativo: dopo l'asta il listino ha ripreso vigore e ha cominciato la risalita. Intorno alle 11.45 il paniere principale Ftse Mib saliva dell'1,21%, mentre l'All Share dell'1,13 per cento. Positivi anche gli altri principali listini continentali: Londra saliva dello 0,60%, Francoforte dello 0,11% e Parigi dello 0,78 per cento. Eppure la collocazione di Btp e Ctz non è bastata, e il listino Milanese, al pari degli altri europei, intorno alle 16 è ripiombato in territorio negativo: a meno di un'ora dalla chiusura delle contrattazioni l'Ftse Mib lasciava lo 0,89% e l'All Share lo 0,81 per cento. Tra i big continentali positiva solo Londra, in salita dello 0,24%, mentre Parigi perdeva lo 0,46% e Francoforte lasciava 1,39 punti percentuali. Al termine della giornata il Mib ha perso lo 0,85% a 14.796 punti, mentre l'All Share ha ceduto 0,75 punti percentuali una nuova seduta negativa nell'annus horribilis di Piazza Affari, che nel 2011 ha assottiliato la capitalizzazione complessiva del 25%). Male le banche, giù Fiat e Fonsai la peggiore tra le blue chips. Nel resto d'Europa scivolone di Francoforte che ha lasciato 2,01 punti percentuali, Parigi ha perso l'1,03% mentre Londra ha limato i ribassi allo 0,10 per cento.

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Commenti all'articolo

  • primoguido

    28 Dicembre 2011 - 19:07

    ...il mercato non fa politica; stolti giornalisti e politici lo possono usare per confondere le idee alle persone meno accorte ma a lungo andare i nodi economici vengono al pettine e chi usa il proprio cervello capisce che i problemi che ci portiamo da qualche decennio si risolvono con politiche accorte e non depressive: tagliando gli sprechi e finanziando la ripresa.

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  • Alex3103

    28 Dicembre 2011 - 18:06

    Oggi i titoli sono stati piazzati, con un calo vistoso d'interesse, perchè ad acquistarli sono state le banche, con i soldi che la BCE ha "regalato" al tasso dell'1% .Vero! Il calo dello spread e l'euforia momentanea è tutto calcolato. Titoli che nel tempo le banche piazzeranno a tassi maggiori in modo da avere i giusti margini di guadagno.Passera che ci starebbe a fare nel governo se non guidasse queste operazioni? Ma se gli italiani non hanno più quattrini neanche per festeggiare il Natale o il fine d'anno mi dite come fanno a comprare in men che non si dica miliardi di BOT? Continuano a prenderci per il naso e stanno riuscendoci brillantemente. Insieme, governo tecnico, giornalisti e politici. E noi ci caschiamo come allocchi. Ragazzi, la...festa è appena cominciata. Ne vedremo delle belle e sentiremo tante balle.

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  • Manieri

    28 Dicembre 2011 - 18:06

    Ecco che cominciano a palleggiarsi il corpo putrefatto del debito sovrano. Il fiume di prestiti concessi dalla BCE alle banche dei vari stati torna alla BCE in forma di titoli pubblici, ricevuti in garanzia per aggirare i propri vincoli statutari, nella ricerca affannosa di una discarica di ultima istanza. Ma tutta l’ingegneria finanziaria di questo mondo non basta per mutare ciò che i titoli di stato sono, ovvero una grande ricchezza già spesa, una riserva di valore sottratta, un risparmio andato in fumo. L’inganno che ormai tutti i governi pensavano potesse perpetuarsi all’infinito del troppo-grande-per-fallire è stato scoperto dalle voragini americane ed europee. Ora sembra arrestarsi il volano del risparmiatore che presta contando su di un altro risparmiatore che certamente presterà qualcosa di più per rimborsarlo con gli interessi. La catena truffaldina che si rende improvvisamente visibile ai truffati stimola la fantasia dei truffatori che cercano di correre ai ripari con leve fiscali, monetarie, keynesiane, friedmaniane. Ma la realtà è una: quei soldi non esistono più, sono già stati spesi e per rimborsarli bisogna riguadagnarli. Chi li deve riguadagnare? Un popolo che ora dovrà rifare da zero tutto quello che era stato creato nel tempo. Ma per innescare un processo di crescita virtuoso non servono soldi svalutati o patrimoni requisiti. Per creare “materia” serve lo spirito di persone che hanno a cuore la vita propria e quella degli altri e per questi due beni sono disposte a sacrificare qualcosa, fosse anche un’idea inamovibile o una menzogna confortevole con cui si è sempre convissuto. Ecco, forse questi due sacrifici sarebbero ora più necessari di quelli escogitati dai maghi della finanza…

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  • UNGHIANERA

    28 Dicembre 2011 - 17:05

    E' inutile che mi scrivi una cosa che so e su cui mi posso documentare facilmente,vuoi rimanere nel puro dato o vogliamo capire e dire perché lo spread in quel momento è salito? Lo sai anche tu,Berlusconi aveva promesso le sue dimissioni in cambio della approvazione"legge del bilancio",è ovvio che i mercati e l'Europa appresa la notizia entrassero in fibrillazione,ma fu anche giurato che appena il nano di Arcore,causa di tutti i mali italici si fosse dimesso e sostituito dallo spilungone della Bocconi,come per incanto,spread e borse sarebbero diventati fiore all'occhiello della nostra economia,balle,la verità è che i mercati appresa la notizia delle dimissioni di Berlusconi entrarono nel caos,e nonostante il sofisticato banchiere amato da tutto il mondo e pluridecorato oppositore della gnocca il caos economico non ha smesso di aggredirci...w la gnocca!

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