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Euro, conti amari dopo 10 anni: giù potere acquisto del 39,7%

Lo studio del Codacons: tra le manovre e i rincari di beni e serivizi, per gli italiani, il costo è di 10.850 euro per famiglia

Euro, conti amari dopo 10 anni: giù potere acquisto del 39,7%

Dieci anni dalla nascita dell'euro, dieci anni di lacrime e stenti. Questa decade infatti agli italiani è costata carissima, nonostante la corsa dell'inflazione non sia stata affatto elevata. Nel dettaglio da gennaio 2002 a gennaio 2012 la perdita del potere d'acquisto per il ceto medio è stata del 39,7%, mentre in 10 anni una famiglia di quattro persone ha subito una stangata - per l'aumento dei prezzim rincari delle tariffe, manovre economiche, caro affitti e caro carburanti - di circa 10.850 euro. Lo ha rilevato uno studio del Codacons, che ha fatto il punto sui dieci anni della moneta unica.

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    04 Gennaio 2012 - 11:11

    Magari fosse colpa della moneta unica l'aumento spropositato del costo della vita; basterebbe uscirne! Ben altre sono le cause, ben più gravi e radicate nel sistema economico del Paese. Tutto il vostro giornale è oggi pieno di articoli che evidenziano questa realtà, ma voi continuate a pubblicare scritti come questo!

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  • elioselios

    02 Gennaio 2012 - 18:06

    Certamente non sono un esperto in economia, come i docenti della Bocconi e i vari supporter degli esperti del governo. Comunque, desidero ugualmente fare un mio personale ragionamento sull’argomento: arrivo a pensare che, i vari cervelloni della finanza, stanno facendo a noi piccoli risparmiatori “con il sostegno dei mass media specialisti dl settori economici “ delle raffinate e razionali manipolazioni mentali, per convincerci > che dobbiamo mettere nelle loro mani i nostri sofferti e sudati risparmi, cosi ci dicono, salviamo l’Italia: invece per quel poco che ne capisco, intuisco che, si salvano a danno dei piccoli risparmiatori , banche e i poteri forti.

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  • bellissimo

    31 Dicembre 2011 - 11:11

    Meditate gente,meditate e,la prossima volta impariamo a NON firmare mai più trattati come quello di Shenghen,senza garantirci una via d'uscita.

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  • imahfu

    30 Dicembre 2011 - 19:07

    Dicono tutti che si é vissuti oltre i limiti che erano possibili, poi trovano il colpevole in una moneta che per definizione é una semplice unità di misura espressa da un numero (il valore) al fine di evitare lo scambio di bene contro bene materialmente (il baratto). La perdita di potere d'acquisto segnala, a mio parere, la volontà di essere concorrenziali puntando solo sul fattore lavoro. Quando mangeremo mezza scodella (piccola, ovviamente) di riso al giorno, forse potremo fare concorrenza ai paesi estremo-orientali. Ma forse neppure allora, perché quelli si sono attrezzati meglio con la tecnologia. Cio' é il frutto del dormire sugli allori senza investire, innovare. Ritengo tuttavia che la spartizione sul pianeta della ricchezza prima o poi doveva avvenire: i paesi estremo-orientali (Cina. India e altri) ci hanno tolto (al c.d. occidente indusrializzato) vantaggi contingenti. Il tenore di vita, con equità, é da ridurre. Ridistribuire é un punto imprescindibile.

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