Cerca

In Borsa la festa è già finita "Addio all'euro? Al 99%"

A Piazza Affari, peggiore in Europa, il primo tonfo dell'anno: -2,04%. Lo studio britannico: presto addio moneta unica

In Borsa la festa è già finita "Addio all'euro? Al 99%"

Dopo due giorni di euforia si torna sulla terra. La Borsa di Milano archivia la terza seduta del 2012 con un pesante passivo. A Milano il paniere principale Ftse Mib ha perso il 2,04%, mentre l'indice complessivo All Share ha lasciato 1,67 punti percentuali. Pesanti le vendite sul comparto bancario. Milano si aggiudica così la poco lusinghiera maglia nera d'Europa, dove Londra perde lo 0,59%, Francoforte lo 0,75%, Madrid l'1,70% e Parigi 1,48 punti percentuali. Notizie poco incoraggianti anche dal fronte dello spread. Il differenziale tra Btp e Bund tedesco a dieci anni ha subìto poche oscillazioni nel corso della giornata, restando sempre attorno alla preoccupante quota di 500 punti nonostante gli acquisti continui da parte della Banca centrale europea.

Euro addio al 99% - E in un contesto sempre più teso, con la disoccupazione spagnola alle stelle e l'acuirsi infinito della crisi del debito, fa capolino un preoccupante studio del Forecasting Eye del Centre for economic and business research (Cebr), che laconicamente spiega: con il 2012 inizia la fine dell'euro. Secondo gli espreti del Cebr esiste infatti un 60% di possibilità che nel corso dell'anno almeno un paese abbandoni la moneta unica. Questo sarebbe il primo passo verso la disgregazione della moneta unica, le cui probabilità secondo l'ente di ricerca arrivano al 99% (in ascesa rispetto all'80% della precedente edizione dello studio): la fine dell'euro viene data pressochè per certa entro i prossimi dieci anni. Ovviamente la prima indiziata ad uscire dall'unione monetaria è la Grecia, e da Atene sono arrivate conferme alle ipotesi dello studio britannico. Ma tra i grandi 'favoriti' c'è anche l'Italia, per la quale il Cebr scommette più sull'abbandono che sulla permanenza nell'euro.

Tracollo di Unicredit - Tornando ai dolori di Piazza Affari, come detto hanno pesato le vendite sul comparto bancario. Per Unicredit è stato un vero e proprio tracollo: il Cda ha fissato il prezzo delle azioni da emettere nell'aumento di capitale con un forto scontento rispetto alla quuotazione, decisione che è stata interpretata come un segnale di debolezza e che si è tradotto in una valanga di vendite. A fine giornata, dopo diverse sospensioni, il titolo Unicredit ha chiuso con una perdita del 14,45% e scambi in forte crescita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • beatles14

    11 Gennaio 2012 - 01:01

    Non pensate che le frasi cretine e scontate che ci dicono i partiti lì curvi ad adorare Monti o le frasi di segno opposto: "abbaio a prescindere così prendo voti" siano un insulto alla nostra intelligenza? Perchè ad esempio Berlusconi così bravo a chiederci i voti, adesso non sente il DOVERE di spiegarci per filo e per segno come stanno realmente le cose? E' questo il rispetto che ha di noi? Non ha tempo per quel suo popolo a cui professava tanto affetto? Vedo però che il tempo per andare ancora a puttane lo trova. Vorrà dire che il PDL o come cavolo si chiamerà lo voteranno appunto le sue puttane.

    Report

    Rispondi

  • alfredo giulio

    05 Gennaio 2012 - 08:08

    Non è che, come fece Ciampi, si resiste alla svalutazione sfruttando il ceto debole e nel frattempo chi può si rifornisce di valute forti in modo che, quando si svaluterà, costoro avranno guadagni enormi.

    Report

    Rispondi

  • carlo58

    04 Gennaio 2012 - 23:11

    mi domando come si possa ancora pensare di comperare bot e cct. al mattone, al mattone.

    Report

    Rispondi

  • ennaz

    04 Gennaio 2012 - 19:07

    Questa Europa Unita è solo un'utopia! Senza un Governo sovranazionale ed una Banca Centrale che garantisca l'euro,l'Europa e la sua valuta saranno sempre oggetto di attacchi da parte degli speculatori internazionali! Credo che non vi siano nè la volontà nè le condizioni socio-economiche per attuare questa unione,che si è trasformata in un ibrido a solo vantaggio dei Paesi più forti!Ed allora....W la ns.,amata Lira !!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog