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Atene, stop alle trattative: Europa ha paura

Sospesi i negoziati con l'Iif perché "non hanno portato a una risposta costruttiva". Fonti riferiscono: "Situazione molto grave"

Atene, stop alle trattative: Europa ha paura

In una giornata difficilissima per l'Europa, su cui incombe la sforbiciata del rating da parte di Standard&Poor's (nel mirino oltre a Francia e Austria anche l'Italia) è arrivata anche un'altra notizia destinata a complicare gli scenari: l'Istituto di finanza internazionale (Iif), che aveva avviato le trattative con Atene per conto delle banche, ha annunciato, in una nota, di aver sospeso i negoziati poiché i colloqui "non hanno portato a una risposta costruttiva" delle parti. L'Iif così ha deciso di prendere una "pausa di riflessione". Fonti vicine ad Atene, ha riportato l'agenzia transalpina Afp, riferiscono di una "situazione molto grave" dopo l'interruzione delle trattative. Il salvataggio del Paese ellenico, dopo le difficoltà sorte per sbloccare l'ultima tranche di aiuti, pare sempre più difficile.

Le motivazioni - "Purtroppo - si legge nella nota diffusa dall'istituto - nonostante gli sforzi della leadership greca la proposta avanzata dal comitato Iif che prevede una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci  in mano di investitori privati e fino a 100 miliardi di eurò, non ha prodotto una risposta costruttiva definitiva da entrambe le parti”. "In queste circostanze - spiega l’Iif - le discussioni con la Grecia e con la controparte ufficiale sono sospese per una riflessione  sui benefici di un approccio volontario”.

Atene chiede aiuto all'Europa -  Il viceministro delle Finanze ellenico, Philippos Sahinidis, aveva avvertito ieri, giovedì 12 dicembre, che se la partecipazione allo swap dei creditori privati non avesse raggiunto il 100%, per una svalutazione complessiva pari a 100 miliardi, Atene avrebbe avuto bisogno di maggiore sostegno dai partner comunitari. Il secondo piano di salvataggio per Atene, del valore di 130 miliardi, non potrà essere versato senza che prima sia stato raggiunta un’intesa con le banche sulla ristrutturazione del debito.

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