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"Torni a bordo, cazzo!": se la Germania fa da sola, affondiamo tutti

Monti ha chiesto a Berlino di fare di più per ridurre il debito italiano, la Merkel ha detto no. Ma così fallisce l'Europa

"Torni a bordo, cazzo!": se la Germania fa da sola, affondiamo tutti

Serve un Gregorio De Falco col cellulare di Angela Merkel. La giornata di gogna socio-globale per il più grosso dei capri espiatori dell’anno disgrazia 2012 è la stessa in cui si manifesta con rinnovata ostinazione l’attitudine della Germania nel fissare il relitto dell’eurozona con sguardo vagamente lucreziano.
La richiesta - decisamente accorata, visto il contrasto con i toni usuali - era stata consegnata da Mario Monti al Financial Times: «La Germania e gli altri Paesi creditori devono fare di più per aiutare l’Italia a ridurre i costi di finanziamento». Il premier italiano aveva sottolineato come ciò fosse nell’interesse della stessa Germania. Angela Merkel non ha esattamente risposto. Ha mandato avanti Wolfgang Franz, capo dei consiglieri economici di Berlino, il quale in una intervista a Bloomberg Television ha bocciato (siamo alla 49esima volta circa) gli interventi della Bce sui Bond dei Paesi in difficoltà e, casomai ci fossero dubbi, ha specificato: «L’Italia può fare il lavoro da sola». Otto parole che comprimono decisamente la distanza siderale che avrebbe dovuto separare il nuovo presidente del Consiglio dal suo precedessore, specie nella considerazione internazionale. Salvo i colloqui telefonici - che il governo italiano descrive come «quotidiani» - Monti e la Merkel si vedranno di persona solamente lunedì 30, a poche ore dal vertice in cui potrebbe essere siglato il famigerato Trattato sul fiscal compact, cioè l’unione fiscale a 26 (Cameron ha tirato fuori dall’intesa l’Inghilterra, e proprio a Londra oggi Monti sarà in visita per piazzare i nostri titoli e cercare sponde anti-rigoriste).

Sempre oggi, invece, Angela Merkel avrà motivi in più per sostenere una linea di splendido isolamento. Verrà infatti presentato a Berlino un rapporto di previsione per l’anno in corso. Significativo il titolo: «Le forze tedesche per la crescita sono intatte». L’economia della Germania, che pure è data in flessione nella prima parte del 2012, dovrebbe comunque chiudere in rialzo, trascinando record su record sul terreno dell’occupazione, tallone sempre più dolente del resto delle economie dell’eurozona.

Le cifre parlano di oltre 41 milioni di occupati (mai così tanti), con una crescita di 220mila unità rispetto al 2011, per un tasso disoccupazione di appena il 6,8 per cento. Il deficit di bilancio è stimato intorno all’1 per cento e l’emissione dei Bund continuerà a fare affluire ingenti capitali dall’estero dopo l’incredibile dato del tasso negativo a cui sono stati piazzati di recente i titoli tedeschi.  L’analisi - ovviamente di parte tedesca - non trascura neppure un possibile beneficio del progressivo deprezzamento dell’euro, che potrebbe compensare il calo dell’export dovuto all’afflosciarsi dei Paesi europei.
Le condizioni per fare la voce grossa dunque, nel breve periodo, paiono intatte. Ancora una volta, sarà il fiscal compact il terreno su cui si misurerà il braccio di ferro tra Berlino e il resto dell’Europa (ormai anche alleati «veri», quelli della fascia nord, non sono disponibili a seguire l’austerity tedesca). Come riportava ieri l’analista Mario Seminerio, Jorg Asmussen, membro chiave del board della BCE, ha scritto ai negoziatori del Trattato invocando una misura ancor più restrittiva del calcolo del debito. Ogni deroga a questo calcolo (che per l’Italia come noto sarebbe devastante in quanto costringerebbe a manovre mostruose), nella feroce interpretazione suggerita dalla Germania va prevista solo in caso di «catastrofi naturali o serie situazioni di emergenza». Il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero avrà un bel daffare nei prossimi dieci giorni. Nel frattempo, si può guardare alla Merkel nel modo che si vuole, ma considerarla leader di un Paese sulla tolda dell’Unione europea diventa ogni giorno più complicato.

di Martino Cervo
ha collaborato  Enzo Piergianni

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Commenti all'articolo

  • gispone

    19 Gennaio 2012 - 12:12

    Ci vogliono tenere nell'Euro a forza, sbandierando la moneta unica come l'unica panacea per affrontare la crisi mondiale. Peccato che, nonostante tutto, a pagarne il conto più salato siano le piccole e medie imprese e le famiglie italiane. Se avessimo avuto la tanto vituperata liretta, che certo si sarebbe svalutata, avremmo potuto giocare stampando denaro e fermando la speculazione da un lato e dall'altro avremmo0 reso i nostri prodotti iper convenienti per i mercati ricchi. Mi immagino a vendere ai tedeschi il parmigiano a 3 euro al kg, una macchina a 4.800 euro, la nostra moda a 300 euro e via dicendo. Saremmo stati i cinesi d'Europa e ciò faceva paura. Invece ora siamo sottoposti al volere della Germania che fissa la nostra politica economica e fiscale a favore dei suoi interessi e delle sue industrie. I nostri operai con stipendi medi di 1.300 euro (in alcuni casi anche meno) faticano ad arrivare alla prima decade del mese (altro che fine mese) ed è un moltiplicarsi di povertà.

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  • piccioncino

    19 Gennaio 2012 - 12:12

    Ma che grande lucidità e intelligenza..il gianfreghista Imahfu..eh??..Rimpiange il non aver attuato una ancor più accentuata politica delle tasse,...e si spinge sino a giustificare (..trasformandoli in presunte formiche..sic!!) i suoi amichetti politicanti..alla Bocchino..e alla Camussa..e i sinistri massimalisti..Con ciò, facendo finta di non vedere che..le vere irresponsabili cicale..in questo strano Paese sono stati gli scamannati sinistri comunistoidi..(con il loro forsennato pressing distruttivo e infruttuosamente spendaiolo..)..nonchè i lerci, infidi politicanti (soprattutto della prima repubblica)..che hanno dato loro.. molta corda..Sono d'accordo sul fatto che il Berlusca..non sia stato molto rigoroso (e..forse in politica un po' sfortunato..essendo andato puntualmente ad incappare nelle crisi internazionali), Ma..le maggiori..vergognose.. responsabilità..stanno , caro mio, chiaramente altrove..Cioè persone che lei conosce assai bene..

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  • piccioncino

    19 Gennaio 2012 - 11:11

    Il noto caparbio giangreghista (..boh!?..Chissaperchè!!..O forse...è sin troppo facile arguirlo..eh??)..ihmafu, continua imperterrito a scaricare le responsabilià del disastro sul Berlusca,..con un evidente, subdolo..gioco di ribaltamento della frittata..Indubbiamente il Berlusca ha avuto le sue responsabilità (ma non certo addebitabili all'ostentazione di ottimismo,...cui faceva però da contraltare il cerbero Tremonti..nel tener responsabilmente fermi i cordoni della borsa..dai cialtroneschi assaltati della sinistra comunistoide e dei suoi amichetti centristi..nostalgici del proporzionale..eh?)..Ma..il vero inesco della detonazione, caro Gianfreghista d'assalto, è stato provocato proprio da Mr. Gianfrego,..che ha lasciato in brache di tela la maggioranza che l'aveva eletto,..provocando un improvviso chiaro vuoto di governabilità..con lo sfondo possibili elezioni..probabilmente vinte dagli sciamannati sinistri..Ecco perchè i mercati si sono scatenati..VERGOGNA!!

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  • giufragio

    19 Gennaio 2012 - 08:08

    Personalmente non condivido la gogna mediatica in corso a carico di Schettino, il quale pagherà l'errore nel rispetto delle leggi vigenti e, soprattutto, facendo i conti con la propria coscienza. Sono dell'idea che occorra invece attivarsi per evitare che la nave affondi; nessuno ne parla, ben sapendo che l'affondamento darebbe origine ad un enorme disastro ecologico, oltre ad incrementare i costi necessari per il recupero. Il comportamento di chi sta coordinando i soccorsi, rispetto all'eventualità dell'affondamento della nave, è assimilabile al fatalismo inerte dimostrato dal Comandante del Concordia. E' possibile che non si possa pensare di tentare di imbragare il natante alla scogliera, evitando di affidarsi esclusivamente agli umori del buon dio nettuno?

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