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Contro l'inflazione presentano un paniere pieno di balle

Il caro vita reale supera il 5% perché l'Istat considera beni che acquistiamo con frequenza, ma anche altri che consumiamo meno

Contro l'inflazione presentano un paniere pieno di balle

Prezzi con il turbo: rispetto a dodici mesi fa sono saliti del 3,2%. Su dicembre dello 0.3%. Ma noi italiani, complice la stangata fiscale, ci sentiamo, e certamente lo siamo, ancora più  poveri di quanto non dicano le statistiche.  In effetti c’è un problema sul rilevamento. Gli indici considerano l'intera popolazione italiana  come fosse una  famiglia di oltre 58 milioni di persone. In realtà ci sono differenti stili di vita e quindi l'inflazione percepita da ciascuno è diversa. Maggiore per alcuni, minore per altri. Ciò non spiega, però, il disagio  diffuso all'intera popolazione.

C’è una prima spiegazione: ci sono beni che acquistiamo con frequenza (pane, verdura, benzina e, in genere, i beni di prima necessità). Quindi una  variazione del loro prezzo viene subito rilevata.  Di altri (apparecchi elettrici, macchine fotografiche, elettronica) non riusciamo a valutare le modifiche di prezzo, sia per la loro varietà, sia perché l’acquisto è saltuario. Se, come è successo, gli incrementi di prezzo riguardano prevalentemente i beni di frequente acquisto (per esempio la benzina) ecco che la sensazione di un'inflazione galoppante diventa reale. Se, però, l'aumento dei prezzi di questi beni è compensato da una diminuzione del prezzo degli altri possono coesistere un’elevata inflazione percepita e una lieve inflazione rilevata.

Questo ragionamento (come pure l'Istat) trascura un altro importante aspetto: il comportamento dei consumatori di fronte ad una riduzione, anche se solo percepita, del potere d’acquisto. Il paniere oggetto di rilevazione dei prezzi è composto dai più svariati beni pesati proporzionalmente alla loro presenza nelle borse della spesa. Se rinunciare al pane, al latte, o al carburante è impossibile, è molto più facile  sacrificare dell’altro. Se la lavabiancheria si rompe si cercherà di ripararla invece di cambiarla. L'auto, anche se vecchia, potrà essere sostituita qualche anno dopo. Questo naturale atteggiamento comporta una modifica immediata della composizione del paniere. La modifica però viene registrata dall’Istat  solo annualmente. Se ragioniamo sull'insieme delle famiglie ci troveremo un’inflazione percepita (dovuta all’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità) superiore a quella reale (dovuta alla variazione istantanea dei prezzi) che a sua volta è superiore all'inflazione rilevata (poiché la modifica è registrata in ritardo rispetto al suo verificarsi). L’Istat non tiene conto di queste differenze. Forse non è nemmeno possibile farlo con precisione cronometrica. Resta il fatto che ai cittadini biosgna dire tutta la verità sui rincari altrimenti la credibilità dei numeri cala. E, in questo momento, è l’unico valore in diminuzione.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Febbraio 2012 - 17:05

    Tra stagflazione e immediato default esiste una differenza notevole. Alla prima si puo' porre rimedio dopo che si é evitata la seconda; ma non é possibile il contrario. Percio' ritengo che Monti vada bene oggi; ma se vuole andar bene domani deve avere alle spalle meno ricatti e...cambiare politica economica, Quella attuale DEVE essere provvisoria e ridurre in parte alcuni consumi impossibili da sopportare dalla nostra economia nonché la spesa pubblica. A questo si aggiunga la lotta all'evasione. Percio' prendo le scivolate Istat come maggiori imposte ma mi rammarico che colpiscano i meno abbienti.

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  • D.P.F.

    05 Febbraio 2012 - 16:04

    There are two types of countries in the world when it comes to experience in growth: Ones in which internal demand drives the economy, and others, where external demand does the job. Il giornalista scrive che nel primo caso, vedi la Turchia, il risultato è maggiori importazioni, deficit, inflazione mentre nel secondo, la Cina, l'ammasso di valuta guadagnato con le esportazioni permette addirittura di condizionare i mercati finanziari mondiali. Nessuna novità, lo si sapeva da sempre, tutti eccetto questo governo che con le sue azioni, blaterazioni sul futuro a parte, riesce solo a causare stagflazione. Un risultato per il quale non è necessaria alcuna laurea ne docenza. Agivano così i signorotti medievali e rinascimentali. Tassa il popolo e vivi alla grande. Solo che questo ha portato a diverse rivolte.

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  • osicran2

    05 Febbraio 2012 - 10:10

    Gli Italiani purtroppo non l'hanno ancora capito ma l'inflazione, dall'entrata in vigore dell'euro, è del 100%; il che vuol dire che il costo della vita si è raddoppiato mentre stipendi pensioni e salari sono aumentati massimo del 30% (le pensioni meno del 20%). Il bene di consumo che era pochi mesi fa al + 70% ora ha raggiunto il +100%. L'ISTAT i contieggi li fa bene, solo che, per motivi politici, calcola gli aumenti in modo unilaterale e cioè prende in esame i beni di consumo che non aumentano troppo e tralascia quelli che aumentano maggiormente. Il risultato è un coefficiente d'inflazione che non rispecchia la situazione reale e i cittadini se ne accorgono sempre in ritardo, quando il portafoglio si alleggerisce e si è acquistato poco o niente. Bisogna, inoltre, considerare che i maggiori aumenti si sono registrati dal 2002 al 2003, ma non sono stati presi nella dovuta considerazione dall'ISTAT.

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  • blues188

    05 Febbraio 2012 - 08:08

    E'vero che l'Istat sa fare i conti. E li sa fare anche molto bene. io direi troppo

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