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Fornero s'arrende ai sindacati Lavoro, riforma "minima"

Scoglio articolo 18: prima un accordo sullo sfoltimento dei contratti atipici e sugli ammortizzatori sociali

Fornero s'arrende ai sindacati Lavoro, riforma "minima"

Riforma del lavoro: lo scoglio resta sempre l'articolo diciotto. Per accelerare i tempio si studia l'ipotesi di una riforma in due tempi. Si farà prima un accordo minimo con le parti sociali, sulle questioni meno controverse su cui è più facile raggiungere un accordo come, per esempio, i tempi della giustizia sulle cause di lavoro, lo sfoltimento dei numeri dei contratti, l'estensione degli ammortizzatori sociali. Quanto all'articolo 18 spetterebbe al governo introdurre novità e al Parlamento valutarle. Oggi, mercoledì 8 febbraio, ci sarà un incontro tra le tre sigle sindacali per verificare le rispettive posizioni. Un secondo round è previsto per le 19 quando le tre sigle incontreranno Emma Marcegaglia prima dell'incontro con il governo. Le posizioni ormai sono chiare: secondo il leader della Cgil, Raffale Bonanni, sull'articolo 18 si può fare una robusta manutenzione. La sua proposta è di accelerare i tempi per le sentenze sui licenziamenti e indennizzare i licenziati per motivi economici. Per la Cgil l'articolo 18 non si tocca, mentre per Confindustria dovrebbe essere mantenuto solo per i licenziamenti discriminatori mentre per quelli economici va sostituito con un indennizzo.


 

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  • imahfu

    08 Febbraio 2012 - 21:09

    L'art. 18 é lo scoglio. Direi lo scoglione alla spagnola 'los cojones' , ad indicare chi, per sciocca ideologia, ritiene che senza una giusta causa sia lecito affamare uno che ti ha servito sino a quel momento. Ma l'avete letto l'art.18 ? Ecco la prima bestialità: impedisce la mobilità come se un lavoratore non avesse che da scegliere dove e come lavorare .... La mobilità in senso geografico, poi, direi che é l'ultima cosa da imputare: c'é una migrazione da sud a nord (e dal nordafrica in Italia) che nessun paese si sogna se non gli USA ai tempi della scoperta del West. La realtà é che l'unica componente di costo flessibile é il lavoro e allora..affamiamo. Se l'Italia avesse sul proprio suolo le imprese 'emigrate', la disoccupazione sarebbe enormemente ridotta. La Francia 'sconsiglia' di portarsi le aziende all'estero e se é lo Stato che 'sconsiglia' c'é da stare attenti: niente soldi da banche francesi, boicottaggio ecc.. Tutto in sordina. Noi? Forza! Impoveriteci coi nosri soldi

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  • wall

    08 Febbraio 2012 - 17:05

    ...per far si per chi lavora e viene licenziato deve avere la possibilita' di poter trovare subito lavoro e qui casca l'asino..............non si trovano case in affitto facilmente su tutto il territorio italiano dove uno possa poi migrare in una nuova citta' dove trova poi lavoro; tutti i servizi utili di chi si sposta con treni e bus.questi non sono affidabili..........per i giovani che hanno voglia di avere una loro autonomia non date modo che questo accada.........perchè li rendete vunerabili a tutti i malfunzionamenti dell'italia; regioni; comuni; e municipi. Perciò prima riformate il parco abitativo; i servizi di trasporto; i servizi sanitari; i servizi di collocamento al lavoro che deve essere sotto controllo dello stato.......... Giustamente chi deve trovare e trova lavoro con tutti questi disservizii riamane stabile nella citta' dove uno è nato...........

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  • AG485151

    08 Febbraio 2012 - 13:01

    Siccome discrimina tra chi lavora con fino a 14 colleghi e chi con più di 14 colleghi è semplicemente incostituzionale.Cosa ne pensa la Consulta ?Dorme?

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  • piccioncino

    08 Febbraio 2012 - 11:11

    Tutto il mondo ci ride dietro..!!..Vari giornali internazionali hanno evidenziato ..gli effetti perversi dell' assurdo art. 18 (unico al mondo),..che.. assai contraddittoriamente..vorrebbe tutelare l'occupazione,..mentre in realtà la sfavorisce platealmente,..disincentivando gli investimenti, soprattutto nelle imprese medio-grandi,..le uniche in grado di fare massa critica in termini di RICERCA, INNOVAZIONE, MARKETING STRATEGICO..Ovviamente,..tutte le principali leve di competitività nei "settori ad elevata tecnologia e qualità",..ambiti settoriali,..ove..i Paesi avanzati possono tranquillamente spiazzare la concorrenza micidiale dei cosiddetti Paesi emergenti (Cina in primis)..Creando e mantenendo, in tal modo, elevato valore, sana occupazione aggiuntiva ed inattaccabile (vedi Paesi nord Europa)..Ma, qui comandano il Landinone, la Camussa, Bersanosky, Pietrisco o' sciamano, Ventolino..ed altra ottusa, famelica compagnia di giro..Allora,..non resta che attaccarsi al tram dei citrulli..

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