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Italia col freno a mano tirato Nel 2011 Pil in calo a +0,4%

Istat, il prodotto interno lordo cresce ancor meno rispetto a ultima previsione dello 0,6%. Migliora rapporto deficit-Pil

Italia col freno a mano tirato Nel 2011 Pil in calo a +0,4%

La crescita italiana, come da previsioni, rallenta. La situazione viene fotografata dalle rilevazioni dell'Istat, che ha diffuso i dati sul Pil 2011, in crescita dello 0,4% rispetto all'ultima previsione dello 0,6% (nel 2010 l'incremento percentuale era stato dell'1,8%). Dati poco incoraggianti, e sui quali gli effetti della manovra tutta tasse del governo Monti, il "Salva-Italia" varato a dicembre", hanno avuto effetti marginali poiché varata negli ultimi giorni dell'anno.

Deficit-Pil - Migliora il rapporto deficit-Pil, che nel 2011 si è attestato al 3,9 per cento. Nel 2010 il rapporto è stato del 4,6%: sensibile il miglioramento. Le ultime stime diffuse dal governo prevedevano un rapporto nel 2011 pari al 3,8 per cento. Nel 2011, al contrario, il rapporto tra debito pubblico e Pil, in Italia, sale al 120,1%: si tratta del record dal 1996 (nel 2010 il rapporto era stato pari al 118,7%).

Spesa delle famiglie - Indicazioni poco incoraggianti arrivano anche dai dati sulla spesa per i consumi finali delle famiglie nel 2011, che ha mostrato un incremento in volume dello 0,2%, una variazione sensibilmente più contenuta rispetto a quella del 2010, quando fu dell'1,2 per cento. A trainare i consumi è stata soprattutto la spesa per i servizi (+1,6%), mentre il consumo di beni è diminuito (-0,9%); particolarmente marcata nella media dell’anno è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%).

Pressione fiscale - Per quel che concerne il 2010, cala invece lievemente la pressione fiscale complessiva, ossia l'ammontare delle imposte dirette e indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, risultata pari al 42,5%, in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2010. Per il 2010, però, sempre per gli effetti del "Cresci-Italia", la musica è destinata a cambiare, e la pressione fiscale a crescere.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    04 Marzo 2012 - 21:09

    Gli interessi aggiunti al debito rinnovato aumentano il DP. Ma il deficit da cosa é coperto se non da un aumento del debito? Il pareggio di bilancio é stato promesso maldestramente da B. nel 2013 e Monti vorrebbe mantenere la parola data dall'Italia, sia pure berlusconiana. Questo causa un aumento della pressione fiscale che rischia di strozzare colui che già manca d'aria.

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  • beatles14

    04 Marzo 2012 - 01:01

    Ci stanno riducendo al lumicino sono vent'anni e più che ci parlano di sacrifici fini a se stessi e senza speranze: Abbiamo stipendi e pensioni da fame l'europa ci impone assurdità e comanda in casa nostra USCIAMO DALL'EURO BASTARDO DATEMI RETTA chi minaccia sfracelli è perchè guadagna molto e vive bene. Ma noi non possiamo continuare così a farci spaventare ed infinocchiare da quattro bastardi che si sono messi d'accordo. Visto che non fanno uscire la Grecia? Perchè se inizia lei poi escono tutti e c'è qualcuno che sta facendo da anni guadagni astronomici. RIBELLIAMOCI, PRETENDIAMO UN REFERENDUM, NE ABBIAMO IL DIRITTO.

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  • osicran2

    03 Marzo 2012 - 17:05

    Il PIL cresce, anche se di poco, ma spegatemi come fà a crescere il DP con un PIL che cresce! Se il rapporto PIL /DP nel 2010 era del 118%, com'è possibile che un PIL che passa dal 100% al 100,04% dia luogo ad un DP del 120%? E' chiaro che il Debito Pubblico nel corso del 2011 è cresciuto del 2% mentre, secondo logica matematica avrebbe dovuto diminuire. Evidentemente nel corso del 2011 ci siamo indebitati ulteriormente. Alleluia!!! Bravi, continuiamo a spendere, tanto non c'è limite allo spremi-limone!

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