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Confalonieri attacca Monti: "Ci costringi a licenziare"

Il presidente Mediaset: "Politiche del governo causano recessione". Dietro la tirata contrasti sull'asta delle frequenze tv

Confalonieri attacca Monti: "Ci costringi a licenziare"

Fedele Confalonieri lancia l'allarme-occupazione a Mediaset: "Un’azienda come Mediaset, in una fase di rallentamento della dinamica dei ricavi con conseguente forte contrazione dei profitti, ha deciso di non intaccare i propri livelli occupazionali. Ma è evidente che se non si pongono le basi per una ripresa dell’economia e del mercato pubblicitario, sarà inevitabile farlo. E come Mediaset, molte altre aziende italiane saranno costrette  a farlo". Il presidente del colosso televisivo di Cologno Monzese lo ha detto nel corso dell’audizione di ieri alla Commissione Bilancio di   Montecitorio. Parole pronunciate a poche ore dall’incontro avuto con il   premier Mario Mont, sul quale Confalonieri   non ha però voluto rilasciare dichiarazioni: "ubi maior minor cessat", ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano dell’incontro. E' probabile che nel colloquio si sia parlato anche dell'asta delle frequenze tv, sulla quale le posizioni di governo e azienda sono molto distanti. E forse, la "tirata" in commissione Bilancio all'operato del governo è legata proprio alla volontà del governo di far pagare le frequenze "bene scarso e pubblico, che non si vede perchè non si debba far pagare" aveva detto a gennaio Monti.

Nell’intervento in Commissione il presidente di Mediaset non ha evitato pesanti critiche all'azione del governo per l'uscita dalla crisi:  "Tutte le manovre poste in essere negli ultimi mesi - ha attaccato - portano ad effetti recessivi sull'economia e un inevitabile   aumento della disoccupazione. A prescindere, quindi, dall’ovvio   rafforzamento degli ammortizzatori sociali necessari per evitare   effetti indesiderati in termini di clima sociale, un’attenzione   particolare va riposta sui temi strutturali che riguardano   l'occupazione". E ancora. "Anzichè dedicare risorse mediatiche e politiche in una battaglia sull'articolo 18" rincara la dose, dopo aver   sottolineato che "bisognerebbe in concreto agire per ottenere   obiettivi di breve termine quale l’aumento della produttività del   lavoro e il miglioramento delle condizioni 'ambientalì per facilitare  l'insediamento in Italia di nuove attività portatrici di impiego". Al 31 dicembre 2010 (dati dell'azienda), il gruppo Mediaset dava lavoro a 6.285 dipendenti.

 


 

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    09 Marzo 2012 - 10:10

    Solo per cafoneggiare villanamente. Non ti rispondo piu' La verità, capisco, ti da' fastidio. Ma risulta che Mediaset ha già licenziato da tempo, calando pubblicità, qualità dei programmi e qualità dei suoi 'top presentatori'

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  • alvit

    08 Marzo 2012 - 15:03

    Buffone con QI 38 di estrazione terronica, ed educazione ricevuta in collegio correzionale.Attenzione, trattasi di facinoroso, ma con grandissimi capitali tali da fare offerte per frequenze televisive. Disposto a firmare fidejussioni per un centinaio di cetrioli usati malamente e banane raddrizzate da colleghi sinistroidi.

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  • VFeltri

    08 Marzo 2012 - 13:01

    guarda che eri tu che dicevi (se vuoi ti vado a riprendere il tuo post che ho conservato) che gli italiani sono pieni di soldi. Quindi dove sta il problema a fare un offerta economica per le frequenze? non sei nemmeno italiano tu di che t'impicci? buffone.

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  • VFeltri

    08 Marzo 2012 - 13:01

    ma tu, perché non te ne vai in austria? o in Slovenia? paura di essere terrone in terra straniera?

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