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Istat: "E' recessione tecnica" Pil italiano in calo dello 0,7%

La certificazione dell'istituto di statistica: il prodotto interno lordo scende per il terzo trimestre consecutivo

Istat: "E' recessione tecnica" Pil italiano in calo dello 0,7%

Ora arriva anche la certificazione dell'Istat: l'Italia è in recessione tecnica. Il prodotto interno lordo del Belpaese, nel quarto trimestre del 2011, è diminuito dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti percentuali su base annua. Lo ha rilevato l'Istituto di statistica, che ha anche rivisto in meglio la stima preliminare sul tendenziale, che ipotizzava un passivo dello 0,5 per cento. Ma l'Italia resta comunque in recessione tecnica, che viene sancita dal fatto che il Pil è in calo per il secondo trimestre consecutivo.

Industria e servizi - Su base congiunturale, dal lato dell'offerta, rileva sempre l'Istat, si rivelano andamenti negativi per il valore aggiunto dell'industria, in calo dell'1,7%, e dei servizi, in calo dello 0,1 per cento. Aumenta invece il valore aggiunto dell'agricoltura, che cresce di 0,5 punti percentuali.

Esportazioni e consumi - Nelle consuete rilevazioni, l'Istituto di statistica spiega che dal lato della domanda le esportazioni sono rimaste al palo, mentre gli investimenti fissi lordi sono scesi del 2,4% e i consumi finali nazionali hanno segnato una flessione dello 0,7 per cento. Nel dettaglio la spesa delle famiglie residenti, complici anche le manovre e la morsa del fisco, è in picchiata dello 0,7%, mentre quella della Pubblica amministrazione e delle Istituzioni sociali private è calata dello 0,6 per cento.

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    16 Marzo 2012 - 22:10

    Si sta verificando puntualmente quello che avevo scritto nel 2003 e cioè che 'inflazione, causata dal l'introduzione dell'euro e la conseguente speculazione sui prezzi, permessa anche dalla miopia dei ns. governanti, avrebbe innescato un circolo vizioso che, attraverso l'impoverimento dei cittadini e, a catena, la contrazione dei consumi e quindi della produzione, il licenziamento dei lavoratori e quindi la disoccupazione, avrebbe portato alla recessione. Se si vuole uscire da questo circolo vizioso occorre rilanciare la produzione, ma contemporaneamente occorre abbassare le tasse e restituire al popolo gradualmente quelle risorse necessarie a rilanciare i consumi, altrimenti le merci prodotte resteranno a marcire e/o a deteriorarsi nei magazzini e depositi delle aziende! Bisogna pagare i debiti verso le imprese per permetterle di ricostituire i capitali di esercizio e liberarsi così degli esosi interessi richiesti da banche e finanziarie varie. Ma bisogna sbrigarsi!

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  • ginko

    12 Marzo 2012 - 14:02

    E' uno dei carrozzoni più emblematici di certa italianità. Sono ormai mesi che la ispirata politica di mario-netta ha falcidiato l' economia reale e anche i sassi più sassi sapevano che avrebbe portato alla recessione, ma l' Istat, l'oracolo a scoppio ritardato, lo scopre oggi e la chiama tecnica per darsi un tono di sapienza. La recessione è recessione, e solo chi vuol confondere le cose vi aggiunge aggettivi inutili. Fare a meno dell' Istat invece significherebbe non sapere fra due anni che due anni prima eravamo in recessione, vale la pena? E quanto intasca il suo presidente per la grande opera?

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  • libero

    12 Marzo 2012 - 13:01

    vorrei ancora aggiungere l'aria fritta x la crescita,lo sviluppo e l'occupazione dei nostri beneamati tecnici bocconiani (naturalmente straricchi) ai quali donerei un bel bastone da rabdomante per cercare l'acqua in Po ed un barzellettiere in bianco da compilare.

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  • dbell56

    12 Marzo 2012 - 13:01

    W l'acqua calda e la sua scoperta da parte dell'ISTAT! Mitico!!!

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