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Governo tecnico scarica Fiat: "Non può fare ciò che vuole"

La Fornero a 'Che tempo che Fa': "Come tutti i cittadini e i lavoratori di un Paese, deve avere comportamenti responsabili"

Governo tecnico scarica Fiat: "Non può fare ciò che vuole"

"Se il presidente Fiat John Elkann e l'amministratore delegato mi dicono 'abbiamo intenzione di mantenere il piano industriale e fare gli investimenti che sono previsti', che cosa posso dire, che non gli credo? Io devo credergli". Così il ministro Elsa Forenro intervistata da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Ma il ministro ha poi aggiunto: "Questo non significa che Fiat può fare quello che vuole in Italia. O la Fiat resta in Italia ed è produttiva o deve trovare delle risorse. Un'impresa deve essere produttiva e fare lavoro. La Fiat - Fornero ribadisce il concetto - non è libera di fare quello che vuole, come tutti i cittadini, i lavoratori che fanno parte di un Paese, deve assumere comportamenti responsabili". Parole dure, dirette, quelle del ministro del Lavoro: il governo mette all'angolo Fiat?

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  • imahfu

    25 Marzo 2012 - 10:10

    Si dice che l'Italia non attira investimenti per le garanzie (ritenute eccessive) del lavoro: Berlusconi mise 48 forme di lavoro precario: investimenti zero. E' colpa della burocrazia: FALSO. In Brasile (esperienza personale) dove vanno molte imprese, c'é la figura del despachante. Cioé colui che va e fa infinite code per la montagna di documenti da presentare. In Cina ci vuole un anno e mezzo per attendere che prendano informazioni.. In Giappone 8 mesi per un contratto di fornitura dell'acqua. Negli USA aspettammo sei mesi per un'ispezione ai locali se erano idonei alla bisogna. Ecc... In Italia non si investe perché l'esperienza della lira che un giorno sì e uno no svalutava col risultato che parte dell'nvestimento era andato in fumo. Oggi si ha ancora paura di default.. Quanto ai sindacati in paesi che hanno solide economie in UE, la FIOM sarebbe un angioletto. Purtroppo si comminano falsità... c'é chi le accetta a bocca aperta (per fare entrare le mosche):

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  • imahfu

    25 Marzo 2012 - 10:10

    Avete sempre detto ( e scritto) che la FIAT vive e viveva sui soldi nostri ed ora dite che puo' salvare i SUOI investimenti. La Fornero ha ragione: non puo' fare quello che vuole e poi chiedere (o ricattare lo Stato) soldi . In alcuni paesi se un'industria accenna a lasciare il territorio, viene chiamata e le viene detto che non pensi di andarsene senza prima aver pagato i debiti bancari, non pensi di poter usufruire del sistema bancario interno. E inoltre che non pensi che la sua produzione non sara' tassata (con dazi doganali) da paesi extra UE. Lo fecero gli USA con le nostre mattonelle di Sassuolo tassate per ''differenza sociale' nel paese di origine'' Oggi la fuoriuscita delle aziende é dovuta in gran parte alla ricerca di bassi salari , di non rispetto di alcuna norma in particolare quella di salvaguardia della salute e dell'ambiente. Ma - vergogna!- escono anche quelle il cui costo di manodopera non arriva all'uno per cento. La burocrazia é secondaria.

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  • alfi1983

    23 Marzo 2012 - 17:05

    4 | Postato da nlevis | 19/03/2012 alle 14.03 - 6 | Postato da laghee | 19/03/2012 alle 13.20 complimenti cari lettori ! avete certamente ragione. l'Italia e' un paese libero dove una impresa come la Fiat per esempio, ha il diritto di difendere i propri investimenti. diversamente se si pensa che possano esistere situazioni non pertinenti con il mercato globale, per competitivita' e prezzi, la Fiat decidera' diversamente. per capirci, come ci si aspetta di attirare le grandi imprese in Italia, paese che per eccesso di burocrazia, insolvenza della giustizia civile, tassazione fiscale abnorme, conflittualita' sindacale ..... ha gia' perso completamente il senso della ragione.

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  • maxcors

    22 Marzo 2012 - 09:09

    Non possiamo chiedere a Marchionne di cambiare il mondo,possiamo chiedere a Marchionne di cambiare la FIAT. E lui lo sta facendo, trasformando la FIAT in una azienda mondiale, non in una logora azienda italiana...italiana fino a quando una WOLKSVAGEN o G.M. O TOYOTA se la compra a due lire come è successo con altre aziende italiane.CHiediamoci onestamente se gli operai americani della CHRYSLER siano tutti consumatori di droghe pesanti; se la risposta è si...allora MARCHIONNE è il più grande spacciatore di droga del mondo. Se però la risposta è no,allora bisogna capire che i drogati per anni siamo stati noi, italiani che abbiamo dato stipendi e casse integrazioni ad operai che abbiamo drogato pensando che i soldi facili fossero un diritto e non il risultato di un processo produttivo dove tutti guadagnano se si produce e si vende. Marchionne porterà via la FIAT ? Forse ci meritieremmo che la vendesse al miglior offerente....possibilmente TEDESCO!

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