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Dall'evasione tesoro di 13 mld, ma agli onesti non torna niente

L'Agenzia delle Entrate nel 2011 ha inacssato 12,7 miliardi, dato in crescita del 15,5%: ma la pressione fiscale resta a livelli record

Dall'evasione tesoro di 13 mld, ma agli onesti non torna niente

L'Agenzia delle Entrate snocciola i dati: 697mila accertamenti e un'imposta accertata pari a 30,4 miliardi di euro. Questi i numeri della lotta all'evasione. Nel corso del 2011 sono stati incassati 12,7 miliardi di euro, in crescita del 15,5% rispetto al 2010. E' quanto emerge dal rapporto dell'Agenzia delle Entrate sui risultati del 2011 e sulle prospettinve del 2012.

"Controlli sempre più mirati" - Il direttore centrale, Luigi Magistro, ha spiegato che "il risultato è il frutto della strategia da tempo messa in campo dall'Agenzia, che si basa su controlli sempre più mirati grazie ad analisi del rischio di evasione molto approfondite. Infatti - ha spiegato - a fronte di una diminuzione (-1,2%) del numero di accertamenti, che passano dai quasi 706 mila del 2010 ai circa 697 mila del 2011, la maggiore imposta accertata è cresciuta del 9,3%, superando la quota di 30,4 miliardi contro i 27,8 registrati nel 2010".

E i contribuenti onesti? - Le cifre dimostrano che sale in modo cospicuo il tesoretto che deriva dalla lotta all'evasione, ma questi soldi continuano a non essere redistribuiti ai contribuenti onesti. Per ora resta in un angolo, accantonata, la creazione del fondo con i soldi recuperati dalle Entrate, una montagna di euro che nelle intenzioni ancora non attuate dal premier Monti dovrebbero servire a diminuire la mostruosa pressione fiscale italiana, che si avvicina al 55 per cento. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, anzi rilancia e spiega: "Aumenteranno i blitz in stile Cortina". Ma i contribuenti onesti continuano a non trarne alcun beneficio.

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Commenti all'articolo

  • dbell56

    29 Marzo 2012 - 14:02

    Lo stato con la sua voracità causata dagli enormi sprechi della sua struttura burocratica, arriverà attraverso Befera & Co. a richiederci direttamente a casa la parte dello stipendio che entra in busta paga al lavoratore e con la quale lo stesso dovrebbe arrivare a fine mese. Quando neanche ciò basterà, portato il popolo alla fame più nera, l'Agenzia delle Entrate per mezzo di Equitalia, ci sequestrerà anche la casa acquistata a fatica e che magari si sta ancora pagando a rate (causa il relativo mutuo), buttandoci pure in mezzo ad una strada. Io la vedo molto male, questa situazione!

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  • betzero

    29 Marzo 2012 - 13:01

    Se questi soldi venissero utilizzati per abbassare le tasse e se il recupero fosse tutto frutto di evasione scoperta, sarebbe un atto di giustizia sociale; siccome la maggior parte di quei tredici miliardi provengono dallo sfruttamento di cavilli e da atti di prepotenza dello Stato, questi sono solo atti di brigantaggio. Come mai Befera percepisce due stipendi??? Nel settore privato queste cose non succedono!! Perchè è ovvio che non si può lavorare in due posti contemporaneamente, si possono coprire due incarichi....ma non percepire due stipendi!!!

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  • blackbird

    29 Marzo 2012 - 13:01

    La moglie di un industriale, lei nullatenete e senza reddito (fa la casalinga), riceve dal marito una Mercedes. Diciamo che il marito fa un regalo alla moglie. Adesso deve spiegare al Fisco come ha potuto comprare e mantenere la macchina. I contribuenti onesti hanno TUTTO da temere dal FISO, i disonesti, hanno un po' più di complicazioni, ma tutte superabili con la disonestà.

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