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Con una legge sarà più facile comprare l'auto all'estero

Una Bravo in Spagna costa 5mila euro in meno. La commissione europea vuole tagliare burocrazia per immatricolazione

Con una legge sarà più facile comprare l'auto all'estero

Diventerà più semplice acquistare un’auto in un Paese straniero e poi immatricolarla in Italia. Almeno se l’operazione avverrà all’interno dell’Unione Europea. Spariranno (secondo le intenzioni) scartoffie e lunghe code alla motorizzazione con il rischio, essendo il cavillo sempre in agguato, di vedersi sequestrato il mezzo se manca qualche documento o se la procedura (soprattutto sotto il profilo fiscale) non è stata rispettata con tutto lo zelo possibile (e su questo noi italiani sappiamo che la burocrazia è sempre capace di mille sorprese).

Un vantaggio di cui beneficerà soprattutto il mercato dell’usato. Ma che toccherà anche le nuove immatricolazioni. Basti pensare  che acquistare una Bravo in Spagna può costare fino a cinquemila euro meno che in Italia. Viceversa una Seat Alhambra a Madrid costa 3.400 euro più che a Roma o Milano. La Commissione europea ha proposto ieri di «ridurre drasticamente il peso ingiustificato» delle procedure amministrative legate alle reimmatricolazioni dei veicoli provenienti da un altro Stato membro: la proposta di regolamento, presentata dal vice presidente Antonio Tajani, porterà a una «sostanziale» semplificazione amministrativa, con un risparmio di almeno 1,5 miliardi di euro l’anno per le imprese, i cittadini e le stesse autorità.  Ogni anno vengono trasferiti circa 3,5 milioni di veicoli da uno Stato all’altro (più o meno 200 mila in Italia). Poi vanno immatricolati con le modalità previste dalle regole nazionali. «Normative differenti e requisiti a volte contraddittori rendono questa procedura, che nel mercato unico del ventunesimo secolo dovrebbe essere semplice, ancora lunga e complicata», spiega la Commissione in un comunicato.

«Per completare la procedura sono necessarie in media cinque settimane, e il costo stimato per i cittadini e le imprese è di 400 euro - sottolinea Bruxelles -. I problemi che ne derivano costituiscono inoltre un ostacolo non da poco alla libera circolazione dei beni, dei servizi e dei lavoratori, e quindi alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in Europa». In Italia le procedure sono ancora più complicate. Sia per la vischiosità della burocrazia sia per l’occhiuta sorveglianza del fisco costantemente preoccupato per la possibile evasione dell’Iva.  Normalmente ci si affida ad una agenzia specializzata e i costi, inevitabilmente salgono. Così l’eventuale vantaggio di acquistare una vettura all’estero perde di valore. In particolare, la proposta prevede per i cittadini che si trasferiscono definitivamente in un altro Paese dell’Ue un periodo di sei mesi per la nuova immatricolazione.

È così in Italia ma lo standard varia da Stato a Stato. Secondo alcuni osservatori sei mesi sono ancora troppo pochi, perchè‚ in molti casi la durata dei contratti di lavoro, per quanto temporanei, è maggiore. «Sei mesi mi sembrano ragionevoli», ha tagliato corto Tajani «La proposta è ambiziosa: si tratta infatti di un regolamento, non di una proposta di direttiva». Questo dovrebbe accelerare i tempi. «Non si offre spazio agli interessi nazionali».  Andare oltre avrebbe significato impedire l’approvazione del testo. «Mi sembra coraggioso proporre un regolamento, che impone determinate cose. Non è soltanto il termine dei sei mesi. È tutto quello che succede dopo: l’abbattimento degli ostacoli burocratici a cominciare dal fatto anche che quando si reimmatricola non bisogna più rifare tutta la pratica. Quindi il testo va letto nell’insieme e io rivendico la scelta, che è coraggiosa e ambiziosa».

Tajani si è augurato infine che «nel giro di un anno si possa avere l’approvazione del regolamento». Dopo l’eventuale nullaosta da parte del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, tuttavia, servirà ancora un altro anno prima che regolamento entri in vigore poichè i servizi della motorizzazione dovranno aggiornare i propri sistemi di software». Inutile dire che un provvedimento del genere renderebbe l’Europa un po’ più simpatica ai cittadini. E in questo momento ne ha molto bisogno.

di Nino Sunseri

 

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Commenti all'articolo

  • D.P.F.

    12 Aprile 2012 - 18:06

    Inesperto di diritto mi chiedo se per ogni volta che un cane fa la pipì c'è bisogno di una legge ad hoc. Siamo nel mercato comune, c'è la libertà di commercio, residenza e spostamenti nelle nazioni aderenti. Perchè l'acquisto delle auto è ancora legato al vecchio protezionismo ? Che poi è bellamente ignorato dalla miriade di immigrati rumeni più qualche bulgaro, le cui auto con targa del paese d'origine servono anche a coloro che hanno ottenuto la residenza in Italia. In questo caso mi domando, ma pagano la tassa di possesso ? E sono congrui con l'assicurazione RCA ? Quindi, c'è veramente bisogno di una legge italiana per poter acquistare all'estero la macchina che guideremo soprattutto in Italia ? Quando arriveremo ad una targa europea comune per ogni stato aderente ?

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  • darkstar

    10 Aprile 2012 - 23:11

    Tempo fa le iene fecero un servizio sui prezzi dei farmaci (specialmente il viagra) comprati in internet. Il risultato fu che il viagra comprato dall'India era VENTI VOLTE piú economico di quello comprato in farmacia (50 cent/pillola contro 10 euro) ed era assolutamente identico. Chiaramente il fatto che si possa comprare su internet non piace alla lobby del farmaco (industriali e farmacisti) che naturalmente va a protestare dal politico di riferimento che, a sua volta fa scattare i maxisequestri di farmaci comprati via internet perché "pericolosi" LOL ! Questo modo di fare si chiama camorra ed andrebbe sanzionato in sede europea.

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  • luciorivo64

    10 Aprile 2012 - 19:07

    Ho la vaga impressione, che ci sia il solito Cetriolo, che, come tutte le cose in Italia, stia svolazzando in attesa di........ mah scusate il paragone, ma in questo Paese nulla è facile per la gente comune come noi siamo......

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  • siciliano59

    10 Aprile 2012 - 19:07

    IN GERMANIA LA BENZINA COSTA 1,55 l'autostrada non si paga Immatricolare un auto bastano 15 minuti costo 300 euro Proveniente da un'altro stato Trapasso di un auto costo 50 euro Ma che cosa aspettiamo a fare la rivoluzione ITALIANI PECORONI SVEGLIA

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