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L'ultimo schiaffo di Monti: salta il fondo taglia-tasse

CdM, ok a riforma fiscale: non c'è traccia della cassa da finanziare con i fondi della lotta all'evasione. Leggi tutte le novità

L'ultimo schiaffo di Monti: salta il fondo taglia-tasse

Nuova beffa del governo Monti: salta il fondo taglia-tasse nelle delega di riforma del fisco approvata dal consiglio dei ministri. La misura prevedeva di destinare i proventi della lotta all’evasione a futuri sgravi fiscali ma nella nota di Palazzo Chigi non ce ne è traccia. E il governo cerca di rendere più dolce l'ennesimo boccone amaro spiegando che "la delega verrà attuata a parità di gettito e quindi non si attende alcun aumento di pressione fiscale. Ovviamente - prosegue la nota di Palazzo Chigi - razionalizzare il prelievo in funzione dell'equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all'interno dei singoli comparti". L'esecutivo dei tecnici, insomma, garantisce di non aumentare ulteriormente la pressione fiscale per attuare la legge delega sul fisco, ma vaporizza la speranza di chi attendeva un fondo taglia-imposte da finanziare con i proventi dalla lotta all'evasione.

Tracciabilità pagamenti - Tra le altre novità previste nella legge delega, quella del potenziamento della "tracciabilità dei pagamenti e l’utilizzo della fatturazione elettronica". La delega fiscale, inoltre, definisce metodologie di stima e rilevazione dell’evasione di tutti i principali tributi, attraverso il confronto tra i dati di contabilità nazionale con quelli dall’anagrafe tributaria. Questi risultati saranno calcolati e pubblicati ogni anno, con   partecipazione dell’Istat, dell’Amministrazione finanziaria e di altre  Amministrazioni pubbliche. Il provvedimento introduce anche l’obbligo   di redigere un rapporto annuale, all’interno della procedura di bilancio, sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti.

Rapporto spese fiscali - Nell’ambito del monitoraggio e riordino dell’erosione fiscale, viene istituto l’obbligo di redigere, all’interno della procedura di bilancio, un rapporto annuale sulle spese fiscali (dove, per spese fiscali si intende qualunque forma di   esenzione, esclusione, riduzione dell’imponibile o dell’imposta, regime di favore) che sarà confrontato con i programmi di spesa. Si prevede la possibilità di costituire una commissione indipendente e di eliminare, ridurre o riformare le spese fiscali che appaiono in tutto o in parte ingiustificate alla luce delle mutate condizioni socio-economiche. E' comunque fatta salva la tutela dei diritti fondamentali e delle finalità meritevoli: la famiglia, la salute, le situazioni di svantaggio economico o sociale, il patrimonio artistico e culturale, la ricerca e l’ambiente. Verrà anche razionalizzato e stabilizzato l'istituto del 5 per mille.

Imprese, unica imposta - La tassazione dei redditi prodotti dalle imprese commerciali e dai lavoratori autonomi verrà assoggettata ad un’unica imposta. Lo prevede la delega fiscale   approvata dal Consiglio dei ministri, nella parte in cui viene rivista  la tassazione in funzione della crescita, dell’internazionalizzazione delle imprese e della tutela ambientale. In particolare si stabilisce la deducibilità dalla base imponibile di questa imposta dalle somme prelevate dall’imprenditore, dal professionista o dai soci come remunerazione. Queste ultime concorreranno alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef personale del singolo imprenditore. Per i contribuenti di minori dimensioni, invece, si prevede la possibilità di introdurre il pagamento a forfait di un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute.

Aliquote razionalizzate - Con la delega, inoltre, si introducono criteri chiari e coerenti  con la disciplina di redazione del bilancio per determinare il momento  del realizzo delle perdite su crediti; si rivede la disciplina dell’imposizione fiscale delle operazioni transfrontaliere per adeguarla alle migliori pratiche internazionali; si razionalizzano l'Iva e le altre imposte indirette come quelle di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, sulle concessioni governative, sulle assicurazioni e sugli intrattenimenti, con l’obiettivo di semplificare  gli adempimenti e razionalizzare le aliquote.

Tassazione giochi - "Verrà rivista la tassazione dei giochi e il loro regime, con la finalità prevalente di prevenire la ludopatia, tutelare i minori e inibire forme di pubblicità". E' quanto prevede la delega fiscale secondo quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Rinnovabili - "Il gettito derivante dall’introduzione della carbon tax è destinato prioritariamente alla revisione del sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili". E’ quanto prevede la delega fiscale approvata dal consiglio dei ministri secondo quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. (AGI

 

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Commenti all'articolo

  • ric958

    18 Aprile 2012 - 17:05

    Monti facevi casino in Europa te e Prodi, ora anche in Italia, Sei un perdente e un incapace. Io lo sapevo dal primo giorno che "Napolitano" il Presidente raccomandò Monti che c'era aria di inciucio. Infatti ecco tutto il casino che state facendo. Ma roba da chiodi.. spero che crepate tutti. Attaccate famiglie e giovani perchè è così che si crea la Dittatura: uno Stato di diritto che non esiste e un popolo alla gogna, prima o poi Dio Vi punirà. Ve lo ricordate Ottaviano Augusto si spacciava per "Primus inter pares" mentre silenziosamente traspariva la Tirannia, quelli erano altri tempi..... occhio!

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  • futuro libero

    18 Aprile 2012 - 11:11

    che occorre scaricare tutto , ma non al 19%, il povero preferisce non pagare l'IVA e magari avere anche un piccolo sconticino. Se l'aliquota fosse per esempio oggi al 23% tutti si farebbero fare la fattura, e anche il professionista preferisce pagare per non fare uno sconto enorme. Volere è potere, e diciamoci la verità lo stato fa la guerra agli evasori ma molto blandamente, va a colpir i piccolissimie non i grandi i quali portano all'estero i loro soldi.

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  • maxgarbo

    17 Aprile 2012 - 17:05

    se la casta: partiti e politici, non rinunciano ai finanziamenti, a compensi doro non ci sarà mai denaro per calare le tasse! il recupero dell'evasione torna nelle loro tasche. l'italia è in miseria, chi cerca lavoro è a spasso, aumentano i suicidi, i carburanti, le tasse, il ricorso alla cassa integrazione, ma quelli sono fatti nostri!

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  • Landlord

    17 Aprile 2012 - 17:05

    A prescindere che sono convinto che la responsabilità della crisi in cui ci troviamo è da attribuire a tutti i politici, centro destra sinistra pari sono, che ci hanno governato dal 46 in poi. Voglio però ragionare sui conti spiccioli: es. ogni artigiano, libero professionista, imprenditore evade € 10 al giorno, cio significa € 300 al mese € 3.000 all'anno visto che ci sono le ferie o i ponti non lavorativi. Poniamo le tasse al 35% e ci troviamo con un mancato incasso, per lo stato di € 1.050 annuo. Poca roba, ma se lo moltiplichiamo per ca. 6.000.000 di evasori sono € 6.300.000.000 che mancano e che tutti noi dobbiamo pagare. Sono sempre più convinto che per rimettere in piedi questo paese occorra fare solo tre cose semplici: 1- Riforma del sistema contributivo ( tutte le spese devono essere scaricate), 2- chi evade paga con la galera, 3- riformare completamente il sistema politico (niente rimborsi o finanziamenti) in America pagano le lobby ma è il paese esempio di democrazia

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