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L'editoriale

Svelato il bluff, Monti si ricandida

Non bastavano Merkel, Fmi, Bce e mercati a spingere l'ex presidente della Bocconi: è arrivata anche l'America. Tanto vale rinunciare alle elezioni, almeno non avremo il danno di dover pagare il conto

28 Settembre 2012

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di Maurizio Belpietro

Ma l’Italia è ancora un Paese democratico? Non lo so. Se sono incerto non è solo per il caso Sallusti, il direttore del Giornale condannato a 14 mesi per aver pubblicato un’opinione scritta da Renato Farina (a proposito: la storia è molto diversa da come è stata finora raccontata e oggi Fosca Bincher si incarica di ricostruirla). Il carcere per un giornalista è cosa da regime sovietico non da sistema parlamentare, e dunque già il pericolo che un cronista finisca in gattabuia per ciò che ha pubblicato fa venire dubbi a ogni liberale sul tipo di Paese in cui vive. Tuttavia, c’è dell’altro. A parte il caso Sallusti, esiste  un caso Monti, ovvero un presidente del Consiglio  che non è stato scelto dagli italiani ma a loro imposto. Da chi? Dalla Germania, dal Fondo monetario internazionale, dalla Bce, dai mercati finanziari. Tutta gente che in Italia non ha diritto di voto, ma ne ha uno assai più importante di veto e per questo ha messo un tecnocrate a Palazzo Chigi, mettendosi d’accordo con il Quirinale per evitare l’impiccio di sentire il parere degli elettori. Che Monti sia stato scelto fuori dai confini nazionali e in barba a qualsiasi regola parlamentare è cosa arcinota, di cui questo giornale si è occupato più volte. Ora però la storia minaccia di ripetersi. Più si avvicina la conclusione della legislatura e quindi si approssima il momento di chiamare gli italiani alle urne e più c’è chi si preoccupa di trovare il sistema per confermare l’ex presidente della Bocconi alla guida del governo. E questa volta non ci sono solo i soliti noti, ovvero Angela Merkel e gli altri di cui abbiamo fatto cenno: a votare a favore di Rigor Montis è anche l’America.

Lo avevamo già capito nei giorni scorsi, quando l’ambasciatore a stelle e strisce si era preso la briga di lodare il nostro premier, informandoci che Obama fa con lui delle telefonate affettuose. Tuttavia da ieri abbiamo la conferma di ciò che si prepara. Il presidente del Consiglio, in trasferta a New York e dopo aver incontrato l’inquilino della Casa Bianca, ha annunciato che non si candiderà (anche perché non ne ha bisogno: è già senatore a vita e dunque non deve sottoporsi allo stress di una campagna elettorale), ma, se servirà, sarà disponibile a un secondo mandato. Rimangiandosi ciò che aveva ripetuto più volte e cioè di essere interessato, dopo l’esperienza a Palazzo Chigi, a ritornare al più presto ai suoi amati studi da economista, Monti ha svelato il desiderio di succedere a se stesso. Da tempo sospettavamo che questo fosse il disegno e le smentite del professore non ci avevano mai convinto, ma ora abbiamo chiaro che nel 2013 si prepara un film dal titolo Il ritorno dei tecnici. Magari non sarà una rimpatriata di tutti, ma solo di alcuni degli attuali ministri, quel che è certo è che a guidarla sarà Mario Monti, il quale con un governo di docenti oppure uno di coalizione minaccia di completare l’opera cominciata alla fine del 2011, facendo sprofondare la nostra economia ancora più giù.

Nonostante i risultati fin qui ottenuti, che, vale ricordarlo, hanno fatto diminuire i consumi al livello di quarant’anni fa con una caduta del prodotto interno lordo del 2,6 per cento, l’ex rettore non ha alcuna intenzione di cambiare rotta. Dunque, se gli sarà offerta l’occasione di continuare a guidare il Paese, insisterà nell’applicare all’Italia la sua terapia, che consiste in dosi massicce di tasse e quasi nessun taglio alla spesa pubblica. Per la nostra economia sarebbe una sciagura e saremmo condannati ad anni di recessione. Uno scenario sobrio ma da incubo, che le grandi potenze e i cosiddetti poteri forti si apprestano ad allestire senza curarsi minimamente di consultare gli italiani. Il Monti bis si prepara infatti all’insaputa degli elettori, i quali in primavera andranno a votare convinti di dover scegliere tra Bersani (che potrebbe essere sostituito da Renzi nel caso in cui il sindaco di Firenze vincesse le primarie), Berlusconi (sempre che all’ultimo minuto non candidi qualcun altro), Montezemolo (a patto che si decida) o un grillino (ammesso e non concesso che nel MoVimento 5 Stelle non finisca tutto in una rissa). E invece, indipendentemente dal risultato che uscirà dalle urne, a Washington, Berlino e qualche altra capitale del mondo hanno già votato per Monti, per cui al momento buono, quando si tratterà di incaricare il primo ministro, il professore rispunterà dal cappello del presidente della Repubblica. Che ci sia Napolitano o il suo sostituto poco importa: il gioco di prestigio è pronto.

Tanto varrebbe a questo punto rinunciare alle elezioni, una farsa che non ci possiamo permettere. Almeno, oltre alla beffa, non avremmo il danno di dover pagare il conto di votazioni inutili: di tasse ne abbiamo già troppe, ci manca solo di versare anche quella di finte consultazioni elettorali. Facciamola finita: se la democrazia non c’è più e qualcuno decide per noi, almeno ci avvisino. Eviteremmo di essere cornuti e mazziati.

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Commenti all'articolo

  • GiuseppeToffoli

    29 Settembre 2012 - 01:01

    Egr.dir., in questi giorni siamo bombardati dalle storie dei vari politici sotto inchiesta per spese sospette, ma nessuno parla dei soldi che i vari sindacati mettono in tasca senza che i lavoratori siano informati del loro uso. Qualcuno può chiarire la situazione?

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  • marco1927

    28 Settembre 2012 - 16:04

    incontri con Nobel economici sono stati fatti e non credo per perdere tempo,non'é da Berlusconi. Lei ha fatto due post magnifici per chiarezza e per interessanti supposizioni alle quali aggiungo soltanto che i citati Monti e Passera sono entrambi "figli" di quella Finanza che ci schiaccia sempre più e proprio per questo, entrambi non sono credibili che per i loro capi. Il popolo ha l'obbligo di cancellare i virus mentali che sono stati immessi al fine unico di contrastare l'umano oggi in Italia che ha i numeri per rovesciare questo dominio e sappiamo di chi parlo. L'epidemia divulgata da Monti stesso ha preso piede in maniera prepotente ma ancora non definitiva e spero l'antidoto riprenda la giusta forza prima possibile.

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  • betzero

    28 Settembre 2012 - 15:03

    E' certamente sospetto il modo in cui Monti e Passera trovino sempre il modo di legiferare in favore delle banche. Sembra che tutta la loro azione sia profusa nel togliere al popolo quella minima capacità di autodeterminarsi. Con l'adozione dell'euro il parlamento ed il governo hanno portato l'Italia nell'imbroglio del secolo (secondo me senza accorgersene) ed hanno ceduto ad una banca la sovranità monetaria che, per il disposto degli artt. 1 e 80 della costituzione, non rientrava nelle loro prerogative. E' questo il vero imbroglio dell'euro. Adesso, Monti e Passera vogliono cedere alle banche tutto il controllo della massa monetaria. In pratica, lo Stato, viene defraudato da ogni controllo sulla moneta in favore delle banche. Un colpo di Stato bello e buono. Dobbiamo denunciare queste cose ed è per questo che mi rivolgo a Lei. Queste elezioni sono molto importanti ed è necessario che Berlusconi non si presenti da solo ma con una squadra credibile, magari con qualche Nobel economico

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