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L'editoriale

Gli unici licenziati
felici e contenti

Cacciate dalla porta, le cariatidi della politica rientrano dalla finestra: in Rai, al Csm, al governo. Pagati sempre dagli italiani

20 Ottobre 2012

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Cacciati dalla porta, i politici rientrano dalla finestra. L’azione rottamatrice avviata da Matteo Renzi non è detto che davvero ci consentirà di liberarci di Massimo D’Alema, Walter Veltroni e tutti gli altri che ora annunciano di essere pronti di farsi da parte. Una volta lasciato il Parlamento e incassato l’assegno di reinserimento nel mercato del lavoro (diverse decine se non centinaia di migliaia di euro) e la cospicua pensione da onorevoli, i nostri eroi potrebbero presto accasarsi a spese nostre in qualche altra pubblica amministrazione. E’ quello che è successo con Giovanna Melandri, già ministro della cultura nei governi D’Alema e Amato, la quale dopo aver annunciato l’intenzione di mollare la poltrona di onorevole se n’è subito accaparrata un’altra da presidente del Maxxi, il museo romano di arte contemporanea, con relativo  maxi stipendio. Non è ancora confermata la buonuscita di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, la quale figura fra i rottamati del sindaco di Firenze, ma presto potrebbe spuntare tra i nuovi membri del Consiglio superiore della magistratura.

Le signore in rosso non sono le sole esodate di lusso, anzi: la lista è lunga. Luigi Nicolais, bassoliniano ed ex ministro della funzione pubblica, una volta perso il seggio e anche il posto da presidente della provincia di Napoli è stato ricompensato con l’incarico di presidente del Cnr dal governo tecnico. Maria Rita Lorenzetti, governatora dell’Umbria, non ha fatto in tempo a dover rinunciare all’incarico che le è stato trovato un posto da presidente dell’Italferr, società delle Ferrovie dello stato. Stesso trattamento per Antonello Soro, capogruppo Pd alla Camera, il quale ha sì lasciato il parlamento, ma per aggiudicarsi la poltrona di commissario alla privacy: stipendio garantito per sette anni e senza dover fare campagna elettorale. L’ex deputato del Partito democratico nel nuovo incarico è in compagnia di Giovanna Bianchi Clerici, ex deputata leghista ed ex membro del consiglio di amministrazione della Rai. In un’altra authority si può rintracciare Antonio Martusciello, già onorevole di Forza Italia ora membro dell’Agcom, l’agenzia che vigila sulle comunicazioni. L’ ex parlamentare del centrodestra ed ex sottosegretario alle finanze del primo governo Berlusconi Sandro Trevisanato è invece tornato a casa, nella sua Venezia, ma non senza aver occupato la poltrona di presidente della Venezia Terminal passeggeri. Paolo Becchetti, compagno di partito di Trevisanato, si è invece dedicato ai treni, facendosi nominare presidente di Ferservizi, società che gestisce tutta la logistica del gruppo Ferrovie dello stato. 

Non è finita: insieme a Franco Bassanini, ex Pd ora presidente della Cassa depositi e prestiti, e Giuliano Amato, ex tutto ed ora presidente della Treccani, ci sono Giuseppe Vegas, già deputato berlusconiano e sottosegretario alla Finanze diventato presidente della Consob, e Vito Riggio, già parlamentare Dc e adesso presidente dell’Enac, l’ente che vigila sull’aviazione civile. Ma ci sono anche tanti illustri sconosciuti, come ad esempio Elena Montecchi (Pd), finita nella commissione di garanzia sugli scioperi, o Antonio Mazzone, ex An ora presidente di Poste trasporti, consociata di Poste italiane. Neppure Equitalia è sfuggita all’obbligo di mettere a disposizione poltrone ai politici trombati. In Equitalia Marche ha trovato posto Enzo Ceremigna, deputato della Rosa nel pugno rimasto disoccupato dopo la mancata rielezione. In Equitalia Esatri ha avuto per anni il suo ufficio Elio Fontana, ex Dc. In Equitalia Trentino Alto Adige c’era invece Giuseppe Tomas, ex Südtiroler Volkspartei. In Equitalia Etr l’ex Dc lombardo Riccardo Marchioro  e l’ex deputato, sempre Dc, Giuseppe Aloise, mentre  in Equitalia Polis il presidente è Antonio Cantalamessa, già europarlamentare del Msi. Dai beneficiati dell’agenzia che spella gli italiani in ritardo con il pagamento delle tasse non potevano mancare i comunisti duri e puri e infatti in Equitalia Nomos si trova Gabriella Pistone, ex deputata dei comunisti italiani.

Come detto, la lista è lunga e noi non abbiamo la pretesa di esaurire con questi nomi l’elenco dei politici che si sono sistemati a spese degli italiani anche se non siedono più in Parlamento. Mettendo insieme le municipalizzate e le società in qualche modo collegate ad enti pubblici siamo certi che si potrebbe fare un’enciclopedia con migliaia di nomi. È per questo che invitiamo i lettori a segnalarci i trombati della loro regione (i parlamentari ma anche i consiglieri regionali, provinciali o comunali) che hanno fatto fortuna perdendo il seggio. Così compileremo il vademecum dei rottamati: i soli licenziati che riescono a vivere felici e contenti.

di Maurizio Belpietro

 

 

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Commenti all'articolo

  • dulbecco2

    23 Ottobre 2012 - 21:09

    ha ragione Renzi è solo una radical chic.. raccomandata

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  • embrisku8

    22 Ottobre 2012 - 12:12

    Direttore buongiorno. Vorrei un suo commento su quanto accaduto nella "krante Cermania" dove, la Polizia, togliendosi gli elmetti, ha aperto il corteo di protesta promosso da occupy e, sempre se intende farlo, perché la notizia non ha avuto riscontro ne sulla stampa ne ai notiziari. Grazie Emanuele - Pescara

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  • mircafarolfi

    22 Ottobre 2012 - 08:08

    e purtroppo i politici sono longevi,troppo longevi.

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