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L'editoriale

Obiettivo: vedere il Cav sul lastrico

La mazzate giudiziarie arrivano proprio nel momento in cui Berlusconi fa un passo indietro per favorire l’alleanza fra tutti i moderati. E non è escluso che alle sentenze segua anche una scalata al suo impero

26 Ottobre 2012

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La guerra a Berlusconi non si esaurirà con il suo addio a Palazzo Chigi, ma quando il Cavaliere sarà ridotto sul lastrico, costretto come Bettino Craxi ad espatriare per non essere tradotto in galera. Così profetizzava parecchio tempo fa uno che la sa lunga, o almeno così dice. Il quale non si tirava indietro nell’immaginare scenari nerissimi, di processi ma anche di ricadute economiche sull’impero del Biscione. Confesso che all’epoca il racconto mi parve fantapolitica, frutto di una mente fervida ma forse un po’ troppo immaginifica. Ma ora, dopo l’uscita di scena traumatica causa intervento dei poteri forti e della Merkel, dopo la condanna Mondadori che ha obbligato l’ex premier a donare mezzo miliardo a Carlo De  Benedetti, e dopo la sentenza di ieri che descrive il Cavaliere come un bandito con «una naturale capacità a delinquere», appioppandogli quattro anni di carcere sulle spalle, cinque di interdizione dai pubblici uffici e tre dalla guida di società, ora, dicevo, lo scenario dipinto dal tipo che la sa lunga mi pare assai meno remoto di come mi sembrò tempo fa.

Certo, tutti diranno che le condanne e l’addio al leader del centrodestra non hanno niente a che fare, che si tratta di vicende separate, di processi che corrono lungo i binari della giustizia e arrivano a destinazione secondo i loro tempi, i quali non hanno nulla a che vedere con le faccende politiche, le elezioni, le primarie e le alleanze fra questa e quella forza. Sicuramente è così come osservano i ben informati. Tuttavia fa una certa impressione vedere che la condanna giunge proprio nel momento di massima debolezza dell’uomo che era sceso in politica per fare anche in Italia la rivoluzione liberale. Colpisce che proprio mentre il Cavaliere getta la spugna arrivi questa stangata, la quale probabilmente non sarà la sola perché in dirittura d’arrivo ci sono pure altri procedimenti giudiziari, primo tra tutti il cosiddetto processo Ruby, cui dovrebbe aggiungersi il pronunciamento della Cassazione a proposito del maxi risarcimento a favore del gruppo Espresso. Dopo la truffa all’erario potrebbero dunque esserci la concussione e la prostituzione minorile, cui si aggiunge l’obbligo di aprire il portafogli e cacciare un altro pacco di milioni.

La gragnuola di mazzate giudiziarie proprio nell’ora del ritiro, nel momento preciso in cui il leader dei moderati decide di fare un passo indietro per favorire l’alleanza fra tutte le forze che non si sentono rappresentate dalla sinistra, ma che anzi dai progressisti ex falce e martello si sentono spaventate e ne temono il ritorno. Coincidenze, sicuramente. Che però, se alle condanne si aggiungesse anche la scalata all’impero delle tv, potrebbero evocare gli scenari raccontati all’inizio. Già, perché secondo le ipotesi delineate, dopo le dimissioni di Berlusconi da premier sarebbero arrivate le sentenze che lo avrebbero messo fuori gioco e in seguito anche l’offensiva finale per conquistare Mediaset e il resto del gruppo. Fininvest possiede la maggioranza della società televisiva, ma si tratta di un pacchetto abbondantemente al di sotto del cinquanta per cento. Per cui basterebbe che i fondi d’investimento, spalleggiati dalle banche, si mettessero d’accordo e il gioco sarebbe fatto. Il Cavaliere non sarebbe più padrone in casa propria, spogliato del gruppo che ha fondato e contribuito a far crescere per infine affidarlo ai propri figli. Un golpe finanziario. Non un colpo di Stato ma un colpo al cuore di Berlusconi, il quale, privato del potere politico e anche di quello dei soldi, finirebbe espropriato d’ogni ruolo, anche di quello di imprenditore. Il Cav si ritroverebbe a mal partito, proprio come molti anni fa profetizzò Massimo D’Alema, il quale con la consueta cattiveria disse che la sinistra avrebbe mandato Berlusconi a chiedere l’elemosina sul marciapiede. O forse sotto un ponte. Frase che in bocca al Robespierre di Gallipoli sintetizza alla perfezione il sentimento nutrito a sinistra nei confronti dell’ex presidente del Consiglio.

Fantasie di una mente troppo abituata ad occuparsi di complotti e di sgambetti? Può darsi. Certo, in questo paese abbiamo già visto delle fortune economiche e imprenditoriali sbriciolarsi in poco tempo. Raul Gardini, il contadino che si mosse come un corsaro nel mondo della finanza e sfidò, fino a umiliarlo, Enrico Cuccia, pagò a caro prezzo la sua scalata al potere. Appena la fortuna gli voltò le spalle, il sistema gli presentò il conto. Le banche gli chiusero i rubinetti, la politica (che lui aveva finanziato a suon di miliardi) lo abbandonò, i suoi stessi soci lo misero alla porta. Privato di ogni responsabilità, quando la giustizia bussò alla sua porta per arrestarlo con l’intenzione di lasciarlo marcire in galera, il grande giocatore d’azzardo si tirò un colpo di rivoltella, chiudendo così la sua straordinaria avventura di capitano d’azienda.

A Berlusconi ovviamente non auguro una fine cruenta (anche se so che molti sognano questo finale di partita) come quella del povero Gardini. Ma vista l’aria che tira, e soprattutto le fantasie a cui i ben informati si lasciano andare, gli regalo un consiglio: si guardi le spalle, perché in questo Paese butta male e non basta mettersi alle spalle il passato per sentirsi al sicuro. Occhio.

di Maurizio Belpietro

 

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Commenti all'articolo

  • ghino47

    27 Ottobre 2012 - 19:07

    Torno a ribadire che quegli eheheh o ahahhaa sono talmente brutti e infantili da inficiare qualsiasi cosa dice. Ma 43 sta per mesi? In quanto all'oggetto del suo post, dire che un vero tycoon lo si diventa senza aiutini è da cretini o ingenui scelga lei. Dunque, mi sembra di ricordare quello che è successo in Inghilterra tra Murdoch e gran parte dei politici inglesi, naturalmente anche con i politici italiani e il tentativo dello stesso di prendersi Mediaset e di come era sponsorizzato dalla sinistra!!! Murdoch!! Poi telecom, vada a cercare le notizie e cosa fece D'Alema in quella operazione. Monte dei Paschi di Siena!!! banca della sinistra toscana e non solo. Mussari fa un buco di 8!!! 8miliardi di euro e ora è a capo dell'ABI. Le operazioni di De Benedetti, Perugina Olivetti Telecom condannato per insider trading, non aveva mariuoli che lo aiutavano vero?? Ma lei non sa una fava è uno dei tanti inutili e dannosi italianini.

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  • roberto5310

    27 Ottobre 2012 - 16:04

    Davvero, questo giornale è noto per le tendenze sinistre, o meglio comuniste (anzi Komuniste, come dite voi) della sua linea editoriale. Da sempre Libero si lancia strali contro il Pdl ed il centrodestra e difende a spada tratta i comunisti, che sembrano scomparsi, ma si annidano come nemici occulti. Baggianate a parte...che forse si leggono pochi commenti in difesa del cdx perché la gente ha perso la fiducia? Anche perché forse non è chiaro a tutti, ma ormai a criticare (e duramente) l'operato del Pdl e delle sue coorti non sono più solo i sinistri.

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  • alvit

    27 Ottobre 2012 - 14:02

    Egregio, ma lei crede che la gente che legge il suo giornale e che poi ribatte a quei quattro catto e komunisti che sembrano i titolari di questo blog, si diverta sempre? Non crede che il tempo che dedichiamo a questo giornale, non meriti di vederci postati come succede ai soliti noti? Faccia fare un bell'esamino ai suoi censori o cronisti e controlli che sia bipartisan e non solo di sinistra. Sembra che godiate delle vicissitudini che colpiscono il Cav e tutto il CDX e non ci permettete di postare il nostro pensiero e di cercare di ribattere alla manica di trogloditi e beceri rappresentanti della sinistra. Abbiate almeno il coraggio di dirci quali sono gli orari e gli argomenti o le parole che NON vi vanno bene. Le offese che voi postate contro il Cav e il CDX dai postanti di bassa plebe, dovrebbero essere tutte censurate o fatte leggere alla Polizia postale. Grazie ed in attesa di una sua risposta (la mia email è in vostro possesso) auguro buon lavoro.

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