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L'editoriale

I bluff di Renzi sui conti rischiano di costarci cari

15 Ottobre 2014

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La battuta non è nostra ma del principale sito di gossip italiano. Per Dagospia la manovra lievita come un soufflé, passando da 20 a 25 e ora 30 miliardi di euro: speriamo però che come i soufflé non si sgonfi. Già, perché finora siamo alle promesse e ancora una volta mancano i fatti. Matteo Renzi di fronte agli industriali ha detto che toglierà l’Irap: finalmente verrebbe da dire. Però non è chiaro quando l’odiata tassa sparirà, mentre ancor più oscuro è con quali soldi il presidente del Consiglio andrà a tappare il buco di bilancio che si creerà senza quell’imposta. Di sicuro c’è solo che il premier si è esposto in prima persona e ora, per non perdere la faccia, è costretto a improvvisare una soluzione. Cosa non facile, ovviamente, perché tutti, in particolare i contabili del ministero dell’Economia, sanno che i soldi non ci sono. Per questa ragione, Renzi sembra sempre più uno di quei giocatori d’azzardo professionisti, che essendo abituati a bluffare lo fanno senza stare a pensarci troppo, senza rendersi conto cioè che, alzando ad ogni giro la posta, il gioco si fa pericoloso e si rischia di pagar caro la sbruffonata. Fino all’altro ieri, cioè prima che il presidente del Consiglio si recasse a Bergamo per omaggiare i vertici confindustriali, era evidente che il governo sui numeri era in difficoltà. Al punto che perfino i più addentro alle segrete cose faticavano a capire che diavolo sarebbe stato scritto nella legge di Stabilità. Dopo lunedì, però, capire come funziona la manovra che dovrebbe convincere Bruxelles a dare il via libera si fa, se possibile, ancora più difficile. In sintesi Renzi ha promesso un taglio di tasse e un bonus fiscale per le fasce di reddito più basse che da soli si portano via più della metà delle risorse, poi viene il resto.

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Commenti all'articolo

  • mina2612

    15 Ottobre 2014 - 12:12

    Di che cosa parliamo?? Siamo in piena dittatura comunista! Tutte le istituzioni sono comuniste. Il finto rinnovatore sta completando l'opera distruttiva di quel poco di democrazia che c'era ancora: ORMAI NON ABBIAMO PIU' NEPPURE IL DIRITTO DI VOTO! Quell'aborto d'un Senato non sparirà, ma sarà eletto da coloro che hanno preso un comando locale ben preciso. Così come è avvenuto con le Province.

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  • dicocomelapenso

    15 Ottobre 2014 - 10:10

    Onestà vorrebbe che si attendesse stasera prima di emettre un giudizio. L'onestà, appunto....

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  • bruno osti

    15 Ottobre 2014 - 10:10

    lo avete menato a morte con l'accusa che non diceva cosa voleva fare, non ha un progetto, che non informava nessuno, la stampa era tenuta alll'oscuro....ora che annuncia quelllo che ha in mente di fare ecco altre critiche perché non ha ancora fatto. Roba da paranoia

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