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L'editoriale

Renzi rifà l'Iri per accontentare la Fiom

1 Novembre 2014

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So che nessuno avrà mai il coraggio di ammetterlo, ma la situazione della ThyssenKrupp di Terni è indiretta conseguenza della sentenza definita «esemplare» con cui il tribunale di Torino tempo fa condannò i dirigenti della stessa Thyssen per l’incidente in cui nel capoluogo piemontese morirono 7 persone. La storia è nota e purtroppo è la storia di come si mettono in fuga le aziende. In Umbria esiste da anni la Ast, ossia la Acciai speciali Terni, quella che potremmo definire la Fiat locale. La Ast è di proprietà del colosso tedesco dell’acciaio, un gruppo che dà lavoro a poco meno di 200 mila persone nel mondo e che fattura 40 miliardi. Anni fa, in seguito a una prima riduzione della domanda d’acciaio, la Thyssen decise di razionalizzare le sue attività e nel farlo concentrò la produzione a Terni, chiudendo lo stabilimento di Torino. (...)

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Commenti all'articolo

  • carlooliani

    02 Novembre 2014 - 06:06

    La condanna dei dirigenti della Thyssen per l'incudente di Torino è di una bestialità e ignoranza senza limiti. Il solito procuratore che cerca i titoli sui giornali. I soliti disgraziati che vedono in questa condanna una vendetta primitiva per la morte dei loro cari. Le solite italianate da terzo mondo.

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