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L'editoriale

Cari ragazzi, il lavoro va cercato dove c’è

2 Novembre 2014

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Un giovane lettore mi scrive contestando l’editoriale di giovedì in cui mi occupavo di giovani, lavoro e articolo 18. Dario Bonfanti non ha digerito le critiche ai ragazzi che rifiutano l’assunzione sostenendo che la retribuzione è troppo bassa o l’orario troppo lungo. «Lei li definisce sfaticati e interessati solo al guadagno», lamenta in una lunga mail che riassumo per sommi capi, «ma mi sembra che lei abbia le idee poco chiare su come funziona il mondo del lavoro in Italia». Il lettore racconta la sua esperienza da disoccupato: laurea magistrale in economia, conseguita senza un giorno da fuori corso, buone conoscenze della lingua inglese e dei sistemi informatici, e però nessuno che sia disposto ad assumerlo. Bonfanti spiega che dal dicembre dello scorso anno ha sostenuto una ventina di colloqui, ma non avuto nessuna seria proposta di lavoro. (...)

 


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Commenti all'articolo

  • roberto19

    roberto19

    03 Novembre 2014 - 20:08

    .. ma molti giovani - con il capello bicolore alla moicana - proprio per la paura d'andare a lavorare - piuttosto che essere mantenuti dai genitori e nonni - lo cercano proprio dove sono sicuri di NON trovarlo ....

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  • imahfu

    03 Novembre 2014 - 17:05

    E' gi regola; inutile consigliarlo.

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  • imahfu

    03 Novembre 2014 - 17:05

    Vero. In tempo di crisi, il lavoro va cercato dove c'é. Tuttavia, é una perdita immensa per la società. Il Postino un tecnico informatico; il sarto uno specialista in chimica.E i costi della scuola per far loro ottenere le specializzazioni non utilizzate?Vero é che il sistema é fallito. prima il collettivismo, ora il liberismo econ.. Lo Stato, efficiente é l'unico a poter ammininstrare il cambiam

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