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L'editoriale

Salvini scala il centrodestra

25 Novembre 2014

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Appena conosciuto l’esito del voto in Emilia e in Calabria, Matteo Renzi ha cantato vittoria: due a zero per noi, è stato il commento del presidente del Consiglio, il quale ha poi aggiunto che ai duri e puri le urne hanno riservato «percentuali ridicole». Eppure, se si va oltre le apparenze, oltre cioè la conquista della Calabria (l’Emilia è una regione di sinistra e nessuno poteva immaginare un ribaltone: nonostante gli scandali e le inchieste giudiziarie, Bologna e dintorni sono e restano rosse), si scopre che il premier non ha alcuna ragione per cantare vittoria, ma semmai ne ha molte per non stare sereno. La prima e più significativa è che al voto è andato poco più di un terzo degli aventi diritto, che se confrontato con il 68 per cento che si recò alle urne lo scorso maggio in occasione delle elezioni europee, significa un dimezzamento della base elettorale. Certo, Stefano Bonaccini è stato eletto, ma con il 49 per cento, cioè con la metà di un terzo: in pratica è stato votato da un elettore su sei ossia poco più del 15 per cento e consolarsi come ha fatto Renzi dicendo che l’affluenza è secondaria non è una buona idea. E non solo perché Bonaccini è un governatore voluto da una minoranza, ma soprattutto per via del fatto che alla chiamata elettorale non hanno risposto molti elettori del Partito democratico, segno inequivocabile che un pezzo della base Pd si sta ribellando al segretario Pd.




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Commenti all'articolo

  • imahfu

    25 Novembre 2014 - 18:06

    Il potere ii distribuisce secondo i voti, nelle elezioni. Chi non ha votato non fa numero per affermare che il vincitore é vincitore di una parte di un terzo degli aventi diritto al voto. L'eletto avrà le stesse incombenze che avrebbe avuto se tutti avessero votato. Le altre considerazioni concernono la disaffezione ma l'eletto con quella non ha nulla a che fare.. E' un amministratore.

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  • Atlantideo

    25 Novembre 2014 - 14:02

    Si tratta di pestare sempre la stessa acqua nello stesso mortaio: i voti sono quelli, l'altro ieri c'è stato un travaso da FI alla lega, tutto qui. Salvini nemmeno se si reicarnasse sarebbe mai un leader nazionale ( ha limiti evidenti di ogni tipo ) e già stanno studiando come azzopparlo i tre dell'Ave Maria: Berlusconi, Maroni e Tosi. Salvini è una bufala. Il centrodestra è entrato in agonia,

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  • perigo

    perigo

    25 Novembre 2014 - 11:11

    Spiace essere in disaccordo con Belpietro che tante volte l'ha azzeccata. Senza la presenza di S.B. in TV, i moderati che lo hanno seguito in questi ultimi 20 anni si sono sentiti sperduti e confusi. E' ciò che non vogliono capire Fitto, Bianconi, Alfano, Meloni, Salvini e, aggiungo, anche Belpietro: senza Berlusconi al timone qualsiasi coalizione di centro-destra fallirà ancor prima di nascere.

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