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L'editoriale

La mafia della carità sulla pelle di stranieri e italiani tartassati

4 Dicembre 2014

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Oltre a rivelare gli incroci tra politica e malavita nel cuore della Capitale, il romanzo criminale scritto dai pm di Roma racconta l’esistenza di un mercato attorno all’assistenza di immigrati, profughi e rom. Non che il commercio fosse totalmente ignoto: Libero all’argomento ha dedicato numerosi articoli, descrivendo i costi dell’immorale commercio che fiorisce attorno alla parola accoglienza. Ma fino a ieri appunto eravamo in pochi a parlarne, mentre altrove si preferiva ignorare le speculazioni sugli aiuti offerti a chi sbarca in Italia. Ora però le parole intercettate dagli inquirenti non lasciano spazio a dubbi: «Sai quanto ci guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno», diceva il boss della cooperativa incaricata di aiutare nomadi e extracomunitari. Ovvio, ospitare centinaia di disperati in capannoni, campi allestiti in periferia e vecchi edifici rimessi in sesto per l’occasione è un affare d’oro dato che paga lo Stato. E lo Stato paga senza fiatare e senza andare troppo per il sottile. Trentacinque euro al mese netti, cioè senza Iva, per ogni profugo. Se poi l’ospite è minorenne si arriva a 45. Considerando che un pasto in mensa costa 4 euro e tra acquisti di prodotti per l’igiene personale e il lavaggio delle lenzuola, cui si sommano i costi fissi di acqua, luce e riscaldamento, si può arrivare a una ventina, di denaro ne avanza e anche tanto. Il nostro Matteo Pandini, aiutato da esperti del settore, ha fatto un calcolo medio di 300 euro al mese di guadagno netto, che se moltiplicato per gli stranieri arrivati quest’anno in Italia (140mila fino a ottobre) dà la bella cifra di ameno 500 milioni di euro solo nel 2014, una torta che fa gola a molti, soprattutto nel giro della malavita.

 

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Commenti all'articolo

  • murcis

    04 Dicembre 2014 - 19:07

    Finalmente è arrivata la spiegazione perchè a sinistra si sgolano per sostenere che la im-migrazione (clandestina) è una risorsa.

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    • fonty

      fonty

      05 Dicembre 2014 - 12:12

      Infati, è una risorsa per le associazioni simil-buoniste che ci speculano sopra. E non criticate ehh, perché vi daranno subito dei rasssssisti !!!

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  • roberto19

    roberto19

    04 Dicembre 2014 - 14:02

    Informati di questi reati voglio dire che … c’è anche un lato positivo dal quale trarre esperienza. Anche gli ingenui ( quelli irriducibili e dell’ultima ora) cominciano a convincersi che anche il “buonismo” può essere una micidiale un’arma “amica” per vergognosamente rubare denaro pubblico … quello che pagano con le loro tasse.

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  • doberman

    04 Dicembre 2014 - 13:01

    Più si è divisi e più si paga , un popolo unito con un pò di orgoglio riuscirà sempre ad ottenere qualcosa , nel caso del bel Paese i politicanti approfittano appunto della grande disunità " per non dire altro" di un popolo frammentato e disorientato , per legiferare contro il volere del popolo stesso .

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