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L'editoriale

Non si aumentano le pene con i sondaggi

11 Dicembre 2014

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È di Mattia Feltri, un giornalista de La Stampa che i lettori di Libero conoscono bene in quanto di questo giornale è stato redattore, il giudizio più sintetico sulle nuove misure del governo contro la corruzione. In un tweet postato ieri il collega ha scritto: «Quando uno ha le idee confuse, o non ne ha affatto, propone aumenti di pena». Vero, verissimo, soprattutto se fino al giorno prima lo stesso presidente del Consiglio ha dichiarato che gli inasprimenti di pena non sono necessari e che la legislazione in vigore è sufficiente a combattere la corruzione. Che cosa ha indotto Matteo Renzi ad un repentino cambio di opinione? E, soprattutto, che cosa lo ha spinto ad un video messaggio in cui promette di far fare un po’ di galera a chiunque sia preso con la tangente in mano? Risposta facile: i sondaggi. (...)

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Commenti all'articolo

  • ATTILA3939

    11 Dicembre 2014 - 17:05

    a mio parere,è necessario che i giudici lascino le indagini alla polizia e/o ai carabinieri per sveltire i procedimenti:poi velocemente applichino il codice italiano che è ancora il più "spesso" del mondo.Tutto senza attendere anni per andare a sentenza. Oggi,si perde solo tempo nel passare le carte da una parte all'altra. Se poi il giuduce sbaglia,paghi di tasca propria.

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  • roberto19

    roberto19

    11 Dicembre 2014 - 12:12

    Purtroppo le pene si aumentano anche con i sondaggi ... per correre dietro a chi - poi - andrà a votare. Ormai i politici sono costretti a sentire che aria tira “fuori palazzo” … accontentare più elettori possibili perché lottano solo per la loro sopravvivenza .…

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