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L'editoriale

Renzi si è imbarcato in un disastro

31 Dicembre 2014

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Sembrava una favola a lieto fine, una storia di Natale scritta apposta per ripristinare l’onore italiano dopo il naufragio della Concordia e la fuga ignominiosa di capitan Schettino. Il traghetto Norman Atlantic che prende fuoco, i soccorsi dei mezzi navali e aerei italiani con il mare forza otto e le onde alte sei metri, il salvataggio di passeggeri ed equipaggio ed infine l’abbandono del comandante Argilio Giacomazzi, l’”eroe” rimasto fino all’ultimo, fino al recupero dell’ultimo viaggiatore, sul ponte di comando. Una “sola” vittima era stato il commento della cabina di regia, dove a turno si erano alternati ministri e presidente del Consiglio. Matteo Renzi, lunedì, quando sembrano tratte in salvo 427 persone, cioè tutte quelle imbarcate, si era lasciato andare ad un entusiastico commento, dichiarando di fronte ai giornalisti convocati per la tradizionale conferenza stampa: «Abbiamo evitato un’ecatombe». Ma ora che i morti sono saliti a 11 - 13 con i due marittimi albanesi rimasti uccisi nelle operazioni per rimorchiare il traghetto verso la costa di Valona - e tra questi anche tre italiani; ora che il procuratore capo di Brindisi si preoccupa di far notare che all’appello mancano 179 persone - forse imbarcate sulle navi che hanno partecipato ai soccorsi, forse disperse durante il rogo -; ora, dicevamo, il premier tace. Anzi, si limita ad una laconica dichiarazione: «Se ne occuperanno i pm». Certo, la giustizia dovrà fare il suo corso ed accertare le responsabilità penali , non a caso la Procura ha già indagato l’armatore e il comandante, decisa ad appurare se la nave fosse in grado di viaggiare, se fosse dotata dei requisiti minimi di sicurezza per affrontare il mare e gli eventuali incidenti, e se tutti passeggeri fossero registrati e non fossero in numero eccessivo rispetto a quelli consentiti.


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Commenti all'articolo

  • zhoe248

    01 Gennaio 2015 - 01:01

    Ma avranno verificato se e quanti clandestini erano nascosti, con sigarette e accendini, nei tir parcheggiati nel garage?

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    • allianz

      allianz

      01 Gennaio 2015 - 11:11

      Nel garage ove vengono stipati i mezzi quando il carico è completato ed ancorato con catene ai supporti,chiudono le porte stagne e per aumentare la sicurezza viene immesso gas inerte,di solido anidride carbonica.Questo per evitare incendi o esplosioni.Dal momento della chiusura delle porte stagne all'arrivo in porto la dentro NON entra piu' nessuno.

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  • roberto19

    roberto19

    31 Dicembre 2014 - 20:08

    a lei, alla redazione e a tutti i commentatori degli articoli di Libero AUGURI DI BUON ANNO.

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  • TOMMA

    31 Dicembre 2014 - 19:07

    Il 2015 sarà peggiore del 2014, ma almeno non ci sarà più Napolitano. E la cosa mi consola leggermente.

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