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L'editoriale

Non resta che sperare nel meno peggio

27 Gennaio 2015

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In parecchi storcono il naso all’idea di vedere Giuliano Amato seduto sul Colle più alto di Roma. E non meglio va con Pier Ferdinando Casini, altro esponente politico della prima e seconda Repubblica dato per quirinabile. I due, Amato e Casini, sono alcuni dei nomi più gettonati in quella specie di ruota della fortuna che ogni sette anni decide da chi debba essere rappresentata l’Italia. I loro nomi non sono i soli, perché insieme con quelli dell’ex presidente del Consiglio e dell’ex presidente della Camera se ne citano spesso anche altri: da Sergio Mattarella, già ministro dc e oggi giudice della Corte costituzionale, ad Anna Finocchiaro, un tempo magistrato ma da tempo in Parlamento per il Pd. A differenza del fratello di Piersanti, politico assassinato dalla mafia, e della signora in rosso del Senato, i nomi che suscitano più indignazione restano però quelli di Amato e Casini, i quali vengono visti dagli elettori di destra e sinistra come il peggio che passa il convento. Perché tanta acredine nei confronti dei due? Una ragione c’è: essendo entrambi delfini, nel senso che sono cresciuti all’ombra di un politico più famoso di loro (Craxi per Amato, Forlani per Casini), tutti e due sono considerati voltagabbana. Il dottor Sottile oltre ad aver «scippato» un po’ di soldi dai conti correnti degli italiani ( cosa che lo ha reso indimenticabile) è infatti ritenuto uno che ha girato le spalle a Bettino proprio nel momento in cui l'ex segretario socialista aveva bisogno di qualcuno che gliele coprisse e questo non è perdonato dalla ristretta cerchia che ancora venera il capo del garofano. Per quanto riguarda Pierfurby, il rimprovero riguarda più l’atteggiamento che il leader dell’Udc ha avuto con chi lo salvò dal naufragio della Balena bianca, ossia Berlusconi.

 

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Commenti all'articolo

  • mania

    27 Gennaio 2015 - 09:09

    Io non venero il capo del garofano, ma amato lo considero umanamente una schifezza che non potrò mai ritenere all'altezza della parte migliore degli italiani

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