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L'editoriale

Salvini e Berlusconi, il patto degli spinaci

10 Febbraio 2015

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Sorpresa: nel centrodestra c’è vita. Dopo mesi di assenza del minimo battito, tanto da far temere che l’encefalogramma fosse irrimediabilmente piatto, l’area dei cosiddetti moderati prova ad accennare un segno di reattività. Non siamo ancora al lancio o al rilancio di una leadership né alla definizione di una piattaforma politica alternativa a quella di Matteo Renzi, ma l’incontro fra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che ha sancito la nascita di un’alleanza per le prossime elezioni regionali pare un primo passo. Forse qualcuno riterrà che l’intesa fosse scontata, anzi obbligata, ma per quanto ne sappiamo il patto degli spinaci (ad Arcore dev’essere scattata la spending review, perché all’ospite padano non sono stati offerti né tagliolini tricolore né crostate e dunque la cena si è consumata con un mesto filetto più contorno) non era affatto certo. Il barbuto capo del Carroccio, pur sapendo che senza accordo con il centrodestra il Veneto verrebbe consegnato nelle mani di una pupilla del presidente del Consiglio, fino a poco fa sembrava restio a unirsi a Forza Italia, convinto di avere più da perdere che da guadagnare dal matrimonio.

In effetti stare all’opposizione di Renzi ma unirsi a chi con il premier ha stretto un patto di ferro e fino a ieri lo ha sostenuto lungo la strada delle riforme è una di quelle capriole che non tutti gli elettori sono in grado di capire. Non a caso il partito di Silvio Berlusconi, per aver seguito questa linea, ha versato un tributo piuttosto pesante in termini di consenso. Per quanto gli elettori di Forza Italia siano tra i più fedeli e affezionati, tanto che anche un recente sondaggio ha stabilito che il 92 per cento di loro non riconosce altro leader, qualche defezione nel corso degli ultimi mesi si è registrata e la recente sconfitta sul Quirinale ha contribuito ad allontanarne altri. Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere.

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Commenti all'articolo

  • lonato47

    10 Febbraio 2015 - 14:02

    Berlusconi e il suo botolo ringhioso dopo aver leccato il culo a un Matteo hanno già pronta la lingua per l'altro Matteo. Fanno perfino pena e auguro loro di sparire politicamente lasciando libero spazio ai due Matteo, entrambi gran parolai ma almeno con le palle

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