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L'editoriale

Il Cav muove le torri e dà scacco matto a Renzi

26 Febbraio 2015

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A qualcuno potrà sembrare una questione tecnica oppure l’ennesima puntata del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, il quale fa politica ma fa anche - seppur non direttamente ma come azionista di Mediaset - l’imprenditore. In realtà la faccenda di Rai Way, ossia della società della tv pubblica che detiene il controllo delle torri di telecomunicazioni di Viale Mazzini, è qualche cosa di diverso e di più interessante e spieghiamo subito perché cominciando da un antefatto. Quando nella primavera scorsa, appena diventato presidente del Consiglio, Matteo Renzi annunciò di voler limare le unghie alla Rai, nel senso di voler ridurre i finanziamenti pubblici alla televisione di Stato, fece un ottimo colpo, perché in linea con la sua immagine si presentò agli elettori come un politico disposto a ridurre gli sprechi anche a costo di rinunciare all’appoggio del partito Rai. In seguito al taglio di 150 milioni nel 2014 (e di 83 milioni ogni anno a seguire), i vertici di quello che viene definito un servizio pubblico fecero una cosa molto semplice ma anche molto trasparente: decisero di rivolgersi al mercato.
Senza i quattrini dello Stato, Luigi Gubitosi e i suoi collaboratori scelsero di quotare in Borsa la società che detiene le torri di trasmissione della Rai, in una parola l’hardware di viale Mazzini: tralicci e piattaforme di cemento. L’operazione portò al collocamento di circa il 35 per cento dell’azienda consociata e fruttò 240 milioni netti. Bel colpo, perché senza rinunciare a nulla, mamma Rai dimostrò di non dipendere completamente dalla mammella pubblica ma di essere disposta a guadagnarsi il pane (e i soldi) sul mercato. Fin qui, appunto siamo all'antefatto. Poi succede che il premier annunci di essere intenzionato a intervenire per decreto sulla tv di Stato per sottrarla all’influenza dei partiti, i quali da sempre ne sono i veri padroni. Che bisogno ci sia di intervenire con urgenza per modificare gli attuali assetti della televisione è un mistero e per una volta (ma rassicuriamo i lettori: eviteremo che ciò accada nel futuro) ci tocca essere d’accordo con la presidente della Camera Laura Boldrini, la quale ha posto l'altolà al governo.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    26 Febbraio 2015 - 23:11

    Non dà scacco a nessuno. Matto é lui da tempo. Così1 è chiaro il conflitto di interessi che ci ha doinato riducendo il paese agli spot pubblicitari.

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  • imahfu

    26 Febbraio 2015 - 22:10

    Quante balle ! La Rai è servizio pubblico. Quindi Mediaset o ''le torri'' si accontentino della minoranza a meno che non vogliano dominare totalmente il mercato che mercato non diventa. ma diventa monopolio privato. Cioè ''Ghe pensi mi ''. L'ammontare non sana le casse dello Stato e Mediaset reicorre alle banche non al proprio danaro.. Non si dice, vero?

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  • lionello.sansonetti

    26 Febbraio 2015 - 07:07

    Saggia riflessione... cosi anche concordo nell 'attribuzione del dovuto e meritato plauso alla mia '' non amica '' Boldrini.. ...lionello...

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