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L'editoriale

La prova definitiva: in Italia la legge non è uguale per tutti

17 Aprile 2015

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La legge non è uguale per tutti. Per qualcuno è più uguale di altri, nel senso che è più rigida, soprattutto se ci si chiama Silvio Berlusconi. Ricordate la sentenza con cui l’ex Cavaliere è stato condannato a quattro anni di detenzione e sospeso dai pubblici uffici? Cioè quella misura che ha consentito la sua estromissione dal Parlamento e ha stabilito la sua ineleggibilità? Per i giudici della Corte di Cassazione il fondatore di Forza Italia fu l’artefice di una frode fiscale ai danni dell’erario e per questo fu costretto non solo a lasciare il suo seggio da senatore, ma anche a risarcire l’agenzia delle entrate. Peccato che in una sentenza del 20 maggio 2014, cioè emessa dieci mesi dopo quella pronunciata contro Berlusconi, la suprema corte si rimangi tutto, sostenendo che non si può condannare un contribuente solo in base alla presunzione di colpevolezza. Per stabilire che ha frodato il fisco ci vuole ben altro, ad esempio un atto fondamentale, ossia che l’accusato abbia materialmente partecipato alla frode compiendo l’atto finale: la dichiarazione dei redditi.

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Commenti all'articolo

  • vladi.b

    17 Aprile 2015 - 17:05

    Questo dimostra, anche, quanto la magistratura si dia da fare per affossare la sua immagine e credibilità.-

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  • vacabundo

    17 Aprile 2015 - 14:02

    Strano che se ne sia accorto adesso.Direttore.

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  • Happy1937

    17 Aprile 2015 - 14:02

    Quando la Corte Europea casserà la sentenza del giudice Esposito chi pagherà il risarcimento dei danni che giustamente Berlusconi chiederà?

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