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L'editoriale

Se il Fisco sbaglia paghiamo noi

8 Maggio 2015

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Non c’è fine al peggio e, quando pensiamo che si sia toccato il fondo, si scopre che la nostra pubblica amministrazione può dare un valido contributo per raggiungere nuove e inesplorate profondità. A che cosa alludiamo? Non all’argomento del giorno, costituito dai pensionati che il governo non vuole rimborsare, ma all’argomento del giorno dopo, ossia a ciò di cui parleremo la prossima settimana, dato l’avvicinarsi della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Già nei giorni scorsi abbiamo raccontato le difficoltà incontrate da chi si è avventurato lungo la strada del modello precompilato: dalle lungaggini per ottenere il modulo on line all’esclusione delle detrazioni utili a ridurre l’imponibile. Ma adesso se ne scopre una nuova, che è la ciliegina su una torta che ai contribuenti rischia di risultare molto indigesta. La novità l’ha rivelata ieri il quotidiano economico Italia Oggi, giornale assai bene informato per quanto riguarda norme e tributi. Secondo la testata diretta da Pierluigi Magnaschi se il 730 precompilato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate contiene un errore, a risponderne non sarà il Fisco, cioè il funzionario che ha sbagliato, come sarebbe ovvio, bensì il contribuente la cui dichiarazione verrà considerata infedele

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