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L'editoriale

L'Italia non è l'America e quel marocchino non è un nostro paisà

23 Maggio 2015

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Mi scuso con i lettori se torno ad occuparmi di Abdel Majid Touil, il giovane marocchino arrestato giorni fa con l’accusa di aver partecipato alla strage del Bardo. Non intendo entrare nel merito dell’inchiesta, che non è della magistratura italiana ma di quella tunisina e dunque, nonostante molti colleghi si affannino per raccontarne i retroscena, se ne sa nulla o quasi. No, non sono le presunte responsabilità penali del giovanotto preso a Gaggiano che voglio mettere a fuoco, ma un altro aspetto, ovvero le giustificazioni che vengono portate dai suoi difensori.
Come ho scritto ieri, al di là della vera o presunta partecipazione all’attentato al museo, ciò che conta è che Abdel non doveva essere in Italia. Era un clandestino, entrato con un nome falso, che non aveva fornito i documenti e che la Questura di Agrigento aveva espulso. E invece andava a scuola, in una scuola italiana. A questi incontrovertibili fatti, la replica di chi lo difende è la seguente: il giovane era in Italia per cercare lavoro. Quasi come se la cosa fosse una scusante o, addirittura, un titolo di merito. Certo, so che molti di fronte ai clandestini suggeriscono di ripensare ai nostri nonni, che emigravano in Svizzera o in America in cerca di fortuna e non sempre avevano le carte in regola. Ma erano altri tempi, le economie erano in crescita e dunque in cerca di manodopera, gli Stati Uniti o l’Australia erano Paesi relativamente giovani, poco popolati e in forte espansione. Chi voleva rimboccarsi le maniche insomma lo poteva fare. Oggi non ci sono più queste condizioni. Provate un po’ a presentarvi alla dogana dell’aeroporto JFK di New York dicendo che siete lì per cercarvi un lavoro e vedrete che cosa vi succederà. Che siate senza un soldo in tasca o elegantemente vestiti, vi ritroverete chiusi in una stanza in attesa di essere rimessi sul primo aereo di ritorno.

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Commenti all'articolo

  • ciris amon

    23 Maggio 2015 - 14:02

    Male non fare paura non avere. Se poteva stare in italia ci poteva venire legalmente. La legge sta diventando un optional. Urge class action contro lo stato che non la fa rispettare. Non abbiamo piu possibilità. Niente voto niente tasse.

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  • realityman17m

    23 Maggio 2015 - 11:11

    VERISSIMO E NON SERVE ALCUN COMMENTO AL RIGUARDO

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