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L'editoriale

Impresentabile è il Pd

30 Maggio 2015

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Di davvero impresentabile, in queste elezioni, c’è solo il Pd. Non solo perché alla carica di governatore della Campania ha candidato un tipo come Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e indagato per molto altro, ma perché alla vigilia del voto ha scatenato una guerra fratricida che rischia di lasciare sul campo la tanto sbandierata superiorità morale della sinistra. La storia dei politici impresentabili sin dall’inizio è partita male. Tutto cominciò con le ambizioni dello sceriffo di Salerno, ultimo uomo forte della Campania dopo la caduta di Antonio Bassolino. De Luca, per anni padre padrone della sua città, nel gennaio del 2014 fu dichiarato decaduto dall’incarico di primo cittadino per via di una condanna ed avendo perduta anche la carica di sottosegretario del governo Letta, nel febbraio di quest’anno pensò di trovare una nuova occupazione al vertice della Regione. A chiunque sarebbe stato chiaro che l’ex sindaco non era la persona giusta per un partito che si vanta di rispettare la legge. A chiunque ma non a Matteo Renzi, il quale, nonostante le perplessità, chiuse un occhio o forse tutti e due e lasciò che lo sceriffo campano si candidasse alle primarie. Una consultazione sospetta, per via della denuncia di brogli, ma finita peggio, con la vittoria di De Luca e le polemiche cui assistiamo ora.
Infatti, forte dei voti ricevuti l’ex sindaco è diventato il candidato del centrosinistra. Come il Partito democratico abbia deciso di puntare su un vecchio arnese, per di più condannato anche se in primo grado, è un mistero. Ma ancor più misterioso è come Palazzo Chigi abbia fino ad oggi potuto fare finta di nulla di fronte al rischio (...)

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