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L'editoriale

Le manovre di Renzi per mettere le mani sui risparmi dei nonni

18 Giugno 2015

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Ci sono questioni tecniche che con fatica raggiungono il grande pubblico. Gli immigrati, le tasse, il lavoro sono temi che suscitano l’interesse di chiunque, ma le nomine nelle società partecipate dello Stato appaiono questioni lontane, che poco hanno a che spartire con la vita di tutti i giorni e dunque gli italiani in genere se ne disinteressano.

E invece no, lo spoil system (cioè la sostituzione di dirigenti della pubblica amministrazione nominati dalla precedente gestione) è una questione che riguarda tutti, perché mettendo un tizio al posto di un altro non solo si cambia, ma si esercita un controllo diretto su quell’azienda o su quella struttura dello Stato.

La premessa era d’obbligo per illustrare come mai, nel caos di immigrati e scuola, abbiamo scelto di scrivere di Cassa depositi e prestiti. Innanzi tutto un chiarimento per illustrare che cosa sia e cosa faccia la Cdp. Sul modello di altri istituti del genere che operano all’estero, la Cassa è un istituto controllato dallo Stato attraverso il ministero dell’Economia. Un tempo ne era direttamente alle dipendenze, tanto da apparire come una succursale del Tesoro, oggi è una Spa, il cui capitale è detenuto in parte (meno del 20%) dalle Fondazioni.

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Commenti all'articolo

  • marcopedroni

    18 Giugno 2015 - 12:12

    Ben detto. Peggio ancora se i soldi di CDP venissero impegnati senza resa, sprecati. CDP partecipa anche al capitale di molte società quotate in borsa. Aziende ad importante profilo strategico, energia e infrastrutture. Eni, ad esempio. Gli azionisti privati non gradirebbero una perdita di redditività e di valore dei loro investimenti.

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