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L'editoriale

Le porcate del governo sulla centrale killer: spiegazioni o dimissioni

16 Luglio 2015

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Claudio De Vincenti non è molto noto al grande pubblico. Ogni tanto lo si vede in tv, nei talk show di prima serata, impegnato a spiegare l’inspiegabile, ovvero le scelte di politica economica del governo. Compito difficile, nel quale però credo si sia fatto le ossa: avendo ricoperto il ruolo di sottosegretario allo Sviluppo economico con Monti prima, con Letta poi, infine viceministro e ancora sottosegretario con Renzi, penso che ormai sia rodato nell’illustrare ciò che non c’è. Una cosa però ritengo che gli risulti difficile: spiegare perché da viceministro del dicastero di via XX Settembre intrattenesse rapporti stretti con la Tirreno Power, ossia con una centrale a carbone ex gruppo Cir, cioè De Benedetti. L’impianto, a Vado Ligure, è finito nel mirino della Procura di Savona con accuse terribili, tra cui spiccano il disastro ambientale colposo, il disastro sanitario colposo e l’omicidio colposo plurimo. In pratica secondo i magistrati l’azienda avrebbe immesso nell’atmosfera fumi e agenti inquinanti senza preoccuparsi della salute dei cittadini, provocando malattie respiratorie a migliaia di persone e la morte di diverse centinaia. 

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