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L'editoriale

Casa, eredità, pensioni: Matteo è figlio di Marx, non di Berlusconi

28 Luglio 2015

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Ogni tanto sento dire che Matteo Renzi sarebbe il naturale interprete della rivoluzione liberale promessa da Silvio Berlusconi più di vent’anni fa. Secondo i sostenitori della curiosa tesi, il presidente del Consiglio sul tema del lavoro e delle tasse avrebbe sposato il programma del Cavaliere, riuscendo da sinistra a fare ciò in cui la destra non è riuscita. Non so da dove nasca tale teoria, forse dalla necessità di qualcuno di correre in soccorso del vincitore, ma ai miei occhi non c’è nulla di più falso. Le mosse dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi infatti non vanno nella direzione di ridurre la pressione fiscale e il prelievo sui redditi né vi è l’intenzione di favorire chi crea ricchezza, considerandola un fattore positivo per un’economia che vuole crescere. Al contrario la strategia del governo e dei suoi ispiratori punta a punire il ceto medio e chiunque abbia dei risparmi.

Leggi l'editoriale di Maurizio Belpietro
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