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L'editoriale

Coccodrilli piangenti che dimenticano i tagliagole dell'Isis

5 Settembre 2015

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Con Gad Lerner, indimenticato direttore del Tg1, credo di non aver mai convenuto su nulla. Con lui, editorialista della maggior parte dei quotidiani di sinistra, ho polemizzato spesso, in particolare sui temi che riguardano l’immigrazione, la Libia, il Medioriente. Il più recente contrasto è legato alla bizzarra idea di risolvere il problema dei profughi che naufragano nel Mediterraneo inviando più traghetti lungo le coste africane o turche, come se la Tirrenia, che non è in grado di garantire il servizio dalla Sardegna al continente, potesse assicurarlo da Tripoli a Roma.
Tuttavia, pur dissentendo su tutto o quasi, devo dar atto a Gad Lerner di aver scritto a proposito del bimbo curdo morto sulla spiaggia poche ma sensate parole. La foto di Aylan, questo il nome del piccolo profugo annegato mentre cercava di raggiungere l’isola di Kos, ha suscitato ovunque grandi reazioni. Mentre fino a ieri nessuno o quasi badava al numero e al nome dei morti in fondo al mare, l’immagine del bambino che pareva dormire sulla spiaggia ha scosso un po’ di coscienze, provocando molti vibranti appelli e generando molta inutile retorica. 

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