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L'editoriale

Ci perde pure lo Stato: se il lavoro non cresce, è solo una spesa in più

22 Settembre 2015

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Non so se il diamante sia per sempre, come recita la pubblicità di una nota compagnia sudafricana. Di sicuro il regalo che Matteo Renzi vuole fare a quei lavoratori che sono desiderosi di accedere al trattamento previdenziale è per sempre e forse neppure gli stessi aspiranti pensionati lo sanno. Il presidente del Consiglio ne parla da tempo, lasciando intravedere una correzione della riforma Fornero, ma adesso siamo arrivati al dunque. Un piano dettagliato ancora non c’è, perché nonostante le pressioni esercitate dal premier, il ministro dell’Economia resiste.

Tuttavia si può dire senza pericolo di essere smentiti che, con la nuova legge di stabilità, vedrà la luce anche l’agognata flessibilità, ultimo tassello della politica per recuperare consensi. In che cosa consiste? In una deroga ai rigidi parametri introdotti dalla ministra del Lavoro del defunto governo Monti. In luogo dei 67 anni di età richiesti per accedere all’assegno dell’Inps, con le modifiche ci si potrà ritirare dal lavoro anche qualche anno prima, ossia a 62 anni, sempre naturalmente che si abbiano almeno 35 anni o più di contributi.

Leggi l'editoriale di Maurizio Belpietro
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