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L'editoriale

Il pasticcio sulla casa del nostro premier incompetente di talento

22 Ottobre 2015

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Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, lo ha definito un “maleducato di talento”. Io non so se il presidente del Consiglio sia maleducato, all’apparenza direi di no. Di certo posso assicurare che è un incompetente di talento, nel senso che parla benissimo di cose che non sa e non ha approfondito e per questo spesso cade in errori grossolani, soprattutto quando le questioni più che politiche sono economiche.

L’ultimo esempio è il famoso taglio delle tasse sulla casa. Renzi cominciò a parlarne a luglio e sin dall’inizio disse che i contribuenti non avrebbero più pagato Imu e Tasi. La dichiarazione generò subito un po’ di confusione, perché mentre la Tasi è la tassa che si applica sulle prime case, l’Imu grava sulle abitazioni accatastate come A1/A8 e A9, cioè sugli immobili di lusso, e sulle seconde case. Cancellare Tasi e Imu in un colpo solo avrebbe voluto dire un bel risparmio per gli italiani ma anche un bel salasso per le casse dello Stato. Dunque la promessa del premier fu corretta spiegando che il taglio d’imposta avrebbe riguardato solo le prime case, escludendo cioè gli appartamenti al mare e ai monti o in città ma non adibiti ad alloggio primario della famiglia.

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