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L'editoriale

Con i nazi-islamici non si tratta

16 Novembre 2015

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Umberto Veronesi è un uomo di idee lungimiranti, in medicina e non solo. Di certo è uno dei pochi grandi vecchi che ci sono rimasti, capace spesso di cantare fuori dal coro. Quello che dice dunque lo ascolto sempre con grande interesse. Tuttavia, sono balzato sulla sedia dopo aver letto alcune sue dichiarazioni all' Adnkronos. A margine di una conferenza, l' oncologo se n' è uscito con la proposta di trattare con lo Stato islamico, ossia con chi ha armato la mano degli attentatori di Parigi. «Sono contrario all' idea di fare guerra all' Isis, perché violenza chiama violenza. Più loro tagliano teste, più noi bombardiamo: qualcuno deve fermare questa catena di azione e reazione e deve farlo con il dialogo e la tolleranza religiosa. L' Isis va ascoltato». Come dicevo, considero l' ex ministro della Sanità una persona intelligente e acuta, ma stavolta ho fatto fatica a seguirlo. Che cosa dovrebbe fare un Paese che ha appena visto ammazzare qualche centinaio di suoi cittadini per la sola colpa di cenare in un ristorante e di ascoltare musica? Chiamare il califfo Al Baghdadi e supplicarlo di fare pace?

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