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L'editoriale

"Terroristi odiosi". Anche nell’Islam qualcosa si muove. L'editoriale di Maurizio Belpietro

1 Dicembre 2015

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La guerra all’Isis e al terrorismo non la possono fare la Francia, la Russia, l’America, la Gran Bretagna e la Germania. C’è bisogno di una grande coalizione internazionale, di cui tutti facciano parte, perché, nonostante quel che pare pensare il nostro presidente del Consiglio, per battere i bastardi islamici che si fanno esplodere e sparano sui civili inermi non basta mettere dei libri nei nostri cannoni, in quanto la cultura da sola non ferma le bombe. È bello raccontarci che il terrorismo origina dalla povertà e dall’incultura, dalla periferia e dalle banlieue, ma purtroppo si tratta di una frottola, un favola bella che piace alla sinistra e alla Chiesa ma che non coincide per nulla con la realtà. Osama Bin Laden non era un diseredato dalla terra, bensì l’esponente di una ricca famiglia saudita, ma nonostante gli studi e i soldi abbracciò la causa dei terroristi, fondando Al Qaeda e guidandola all’assalto degli Stati Uniti. Lo stesso si può dire di Mohamed Atta, il kamikaze al comando dei dirottatori delle Torri Gemelle: pur avendo studiato in Germania pianificò con cura la strage che sconvolse il mondo. (...)

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