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L'editoriale

Renzi mette nel mirino il nostro risparmio. C'è aria di patrimoniale

7 Dicembre 2015

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Chissà perché nella sua intervista al Corriere della Sera di ieri, Matteo Renzi ha voluto definire un moloch inamovibile il risparmio degli italiani. Il senso del discorso fatto con Maria Teresa Meli è chiaro: l’economia si muoverà quando si muoveranno i consumi, ossia quando gli italiani smetteranno di tenere i soldi nel cassetto. Meno chiaro è il pensiero che sta dietro a quella frase. A qualcuno le parole del presidente del Consiglio saranno parse un incoraggiamento a spendere, ma lette con maggior attenzione possono anche avere un altro significato e ben più preoccupante.
Conversando con la giornalista di via Solferino, il premier ha minimizzato le difficoltà del suo esecutivo e soprattutto ha cercato di dare un’immagine ottimistica dello stato di salute della nostra economia. Pur tuttavia, se la ripresa non si tocca ancora con mano, per Renzi la colpa è indirettamente dei risparmiatori, i quali, anziché farlo girare, per paura del futuro tengono il denaro sotto il materasso o in banca. C’è di più: definendolo moloch, il capo del governo ha dato un’immagine negativa dei risparmi che gli italiani accantonano per l’indomani. Moloch infatti è il nome di un’antica divinità venerata dai Cananei e dai Fenici, un idolo mostruoso, con una testa taurina, cui si sacrificavano vite umane, a volte bambini. Nel dizionario Hoepli, moloch è anche usato con il significato di istituzione terribile e spietata: dunque i risparmi degli italiani sono una creatura orribile cui qualcuno è costretto a fare sacrifici, anzi a versare tributi? Può darsi che il nostro presidente del Consiglio - il quale ha dato prova di non saper distinguere l’Imu dalla Tasi - abbia usato moloch per intendere qualche cosa (....).

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