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L'editoriale

Ma i padri dello scandalo non pagheranno il conto

13 Dicembre 2015

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Allora, vediamo di ricapitolare. La Banca dell' Etruria era un istituto di credito tossico, che aveva concesso finanziamenti a società poco raccomandabili e ad un certo punto si è ritrovato senza liquidità. Invece di rimuoverne i vertici, denunciando il tutto all' autorità giudiziaria, Banca d' Italia per mesi, anzi anni, si è rigirata i pollici e lo stesso ha fatto la Consob, ovvero la commissione che dovrebbe vigilare sul risparmio degli italiani, la quale - guarda caso - aveva un suo ex funzionario nominato dirigente in una delle società controllate dalla banca. Per di più, il governo, quello in carica dal febbraio dello scorso anno, ha tra i suoi più alti rappresentanti la figlia dell' ex vice presidente dell' Etruria, un signore che dal 2009 a ieri ha ricoperto l' incarico di consigliere dell' istituto e che al pari dei colleghi era stato sanzionato dalla Banca d' Italia con una multa da 144 mila euro per una serie di gravi inadempienze connesse al suo incarico di amministratore. (...)

Leggi l'editoriale integrale del direttore Maurizio Belpietro

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