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L'editoriale

Merkel deve andarsene: ha sottovalutato il "fattore islam"

12 Gennaio 2016

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Dalle stelle alle stalle, da statista a sfascista. Povera Angela Merkel: fino a ieri era considerata una delle donne più potenti del mondo, tanto da finire in copertina sui principali giornali. Ora è messa alla berlina come un’incapace che sta portando il suo Paese, e di conseguenza l’Europa, sull’orlo del baratro. Tutto per una notte, quella famosa dell’ultimo dell'anno, quando a Colonia, ma non solo, si è capito a che cosa può portare la politica buonista che apre le porte a tutti gli immigrati. La Cancelliera di ferro era convinta di poter governare il flusso dei profughi, scegliendo quelli più adatti al sistema produttivo tedesco. I calcoli a tavolino le davano ragione, perché la crescita economica della Germania deve essere sorretta anche da manodopera a basso costo, e dunque nulla di meglio che attingere dalla massa di disperati in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. (...)

Leggi l'editoriale di Maurizio Belpietro 
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