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L'editoriale

Se il killer islamico ha più diritto alla privacy del Cavaliere italico

23 Febbraio 2016

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Chissà dove sono adesso quelli che sfilavano in piazza al grido di «intercettateci tutti». Chissà in che cosa sarà occupato il Popolo viola. E chissà da che cosa sarà distratto il popolo dei post it, quello che si faceva i selfie e poi li spediva a Repubblica per sostenere la battaglia contro il progetto di limitare le intercettazioni. La verità è che senza Silvio Berlusconi di mezzo, del diritto di ascoltare al telefono qualsiasi sospiro non importa più niente a nessuno. Così il procuratore capo di Torino e il suo collega di Roma, Armando Spataro e Giuseppe Pignatone, hanno potuto ordinare ai propri pm di distruggere le conversazioni ininfluenti ai fini delle indagini, le cui trascrizioni a questo punto non solo non verranno più inserite negli atti giudiziari, ma non saranno neppure più eventualmente recuperabili dalle parti che volessero conoscere se oltre a quanto prodotto dai magistrati inquirenti vi sia altro.

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