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L'editoriale

Il grande orecchione

24 Febbraio 2016

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 Io sono americano. Non per passaporto, ma - per dirla come disse John Fitzgerald Kennedy quando arrivò a Berlino - per vicinanza e condivisione degli ideali. E però pur essendo un amico degli Stati Uniti non sono tanto fesso da non vedere i pasticci che gli americani combinano in giro per il mondo e perfino i loro tradimenti. A che cosa mi riferisco? Alle intercettazioni delle conversazioni di Silvio Berlusconi quando questi era presidente del Consiglio. L' Nsa, ossia l' agenzia per la sicurezza nazionale che dipende dalla Casa Bianca, nel periodo più turbolento del governo guidato dal Cavaliere si mise ad ascoltare le telefonate del premier. E ora dall' archivio segreto di qualche ministero di Washington quei file sono riemersi e sono finiti sulla prima pagina di Repubblica. (...)

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